Giorgio Ursicino
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di Giorgio Ursicino

Hyundai 6, la casa coreana accelera nel settore delle native elettriche: prestazioni, autonomia, costi

La Hyundai Ioniq 6 seconda nativa elettrica del brand coreano
di Giorgio Ursicino
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Lunedì 23 Gennaio 2023, 10:06 - Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio, 09:39

Un’elettrica come si deve. Anzi, una “famiglia modello”. Non sarà certamente la Hyundai ad alimentare il dibattito su qual’è la tecnologia migliore. Una piattaforma nativa elettrica o un più abbordabile pianale multienergia? Per la casa coreana tutte le scelte meritano rispetto. Ciascuna può offrire i suoi punti forti a seconda del tempo, delle circostanze e dei relativi costi. Il mercato deve essere libero di scegliere e uno schema, che oggi sembra esagerato, domani può calarsi perfettamente nella realtà. Così, da diversi anni, ha preso il via il progetto Ioniq ben sapendo che, per alcuni paesi avanzati e rispettosi dell’habitat, già ora può essere la scelta migliore. Quella indubbiamente più sofisticata. Performance superbe, comportamento dinamico impeccabile, digitalizzazione all’avanguardia che spara alle stelle i livelli di connettività e di sicurezza. Il costo? Adeguato, non c’è che dire.

Con tutto il ben di dio che offre, dando la possibilità di vivere la nuova mobilità con qualche anno di anticipo, difficile sperare in meglio. Il primo gioiello nato sull’architettura E-GMP è il crossover (CUV) Ioniq 5 in vendita nel nostro paese da quasi un anno. Una base che ha offerto i suoi servigi a due dei modelli saliti sul podio del prestigioso premio di “Auto dell’Anno 2022”. Una superiorità mai tanto schiacciante riconosciuta dagli esperti di tutta Europa. Il CUV è lungo 463 cm e, come prevedono le ultime tendenze della tecnica, ha la batteria al litio sotto il pianale e il passo molto generoso (esattamente tre metri) con le ruote ai quattro angoli della carrozzeria che esaltano sia il comportamento stradale che la versatilità dell’abitacolo, neanche confrontabile con le vetture termiche di pari dimensione. I propulsori possono essere sull’asse posteriore o su entrambi.

La “dual motor” offre una potenza di 225 kW che, con la trazione integrale, consente di accelerare da 0 a 100 in appena 5 secondi. Con un solo motore e l’accumulatore da 77,4 kW l’autonomia supera i 500 chilometri mentre con l’impianto di ricarica a 800 volt è possibile “fare il pieno” ad una colonnina da 350 kW dal 10% all’80% in soli 18 minuti. In appena 5 minuti si ricaricano invece 111 km mentre, sempre a corrente continua, ma ad un punto di 50 kW, per passare dal 10% all’80% serve meno di un’ora (57 minuti). Ioniq dispone della tecnologia V2L (“vehicle-to- load”) che consente di alimentare dalla batteria dell’auto i device più diversi (biciclette, scooter, equipaggiamenti da campeggio) fino ad un assorbimento di 3,6 kW (quello di un’utenza domestica). Anche a motore spento e vettura chiusa. Nell’abitacolo la plancia e composta da un doppio display integrato da 12,3 pollici che forniscono le più complete informazioni e danno la possibilità di gestire le varie funzioni.

Ora arriva la “6” e alcune caratteristiche si incrementano ancora perché i due modelli hanno pari tecnologia, ma diversa impostazione. In Italia la Ioniq 6 sta per sbarcare, ma in Nord America ed in patria è stata già accompagnata da un notevole successo. Il corpo vettura non è da crossover, ma da berlina 4 porte con forme da coupé con un’aerodinamica curatissima che raggiunge livelli da record maniacali spingendo ai massimi l’efficienza. La 6 è lunga una ventina di centimetri in più della 5 (arriva a 485 centimetri) e sfoggia un cx da 0,21 che, con la batteria da 77,4 kWh, consente un’autonomia di oltre 610 km con tempi di rifornimento rapidissimi.

Con il solo propulsore meno potente (150 cv) e l’accumulare meno capace (53 kW), quindi più leggero, la 6 può arrivare a consumare una media di meni di 140 kWh ogni cento km. Le due Ioniq, come le altre Hyundai, sono garantite per cinque anni e chilometraggio illimitato, estesi ad otto per 160 mila chilometri per la batteria. Gli specchietti retrovisori possono essere a telecamera per diminuire la penetrazione ed aumentare la visibilità ed anteriormente ci sono deflettori attivi per avere sempre il miglior rapporto efficienza-raffreddamento.

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