Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Hamilton-Verstappen come Prost-Senna: regole precise per evitare che il duello finisca male

Max Verstappen e Lewis Hamilton, avversari ma non nemici
di Giorgio Ursicino
4 Minuti di Lettura
Martedì 14 Settembre 2021, 08:04 - Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 16:11

Dentro l’abitacolo sono dei gladiatori. Appena si sfilano il casco tornano ragazzi “normali”. Freddi, gelidi. Quasi cinici. Come se la vita che hanno appena rischiato non fosse stata la loro. Un esempio di distacco che fa invidia a tutti gli altri sportivi. L’abbraccio al carbonio che si sono dato Lewis e Max alla prima variante di Monza resterà nella storia del motorsport almeno quanto quello di Prost e Senna al curvone iniziale di Suzuka. In realtà, oltre ai rottami ammucchiati nella sabbia, la dinamica delle due carambole non ha quasi niente in comune. Una ad alta velocità, l’altra quasi da fermo. Che vuoi che sia toccarsi a meno di 100 km/h orari con queste monoposto che ti salvano la pelle se ti schianti ad oltre 300 all’ora? Al netto dei 30 anni di tecnologia, invece, il recente impatto nel Tempio della Velocità poteva essere molto più drammatico.

Hamilton, più riguarda la frittata e più deve ringraziare san halo, il “ragnetto” fortemente voluto dalla Federazione ed osteggiato da parecchi piloti che protegge la testa dei driver. Una risposta all’incidente mortale di Ayrton ad Imola con la ruota anteriore destra della Williams che si accanì contro il volto del brasiliano. Il Tamburello si percorreva in pieno. Quando la ruota di Verstappen si è appoggiata sull’elmetto del britannico, la Red Bull e la Mercedes erano quasi ferme. Ma se la protezione non avesse fatto il suo lavoro la manovra non sarebbe finita solo in polemiche e, con molta probabilità, la F1 sarebbe in lutto. Impressionanti le immagini ravvicinate dell’impatto. Lewis ha il casco piegato dalla ruota (ci credo che avesse dolori al collo...) e, se in quel momento non fosse intervenuto l’halo a tenere sollevata la Red Bull, il collo del sette volte campione del mondo si sarebbe spezzato come un grissino.

Che in determinati frangenti questi fenomeni non abbiano nulla di umano lo dimostra il post-crash. Quando la scena da brividi si era già consumata, la prima cosa di cui si sono preoccupati i due fenomeni è stato di ripartire: scendere dal primo piano, uscire dalla ghiaia. Come non si rendessero conto che le loro vetture erano solo rottami. Max, con l’auto in quella posizione, ha addirittura fatto girare a vuoto le ruote senza preoccuparsi troppo che la posteriore destra non era più a contatto con casco del britannico. Solo questa manovra poteva lasciare il segno. Poi l’olandese è sceso per primo e non si è preoccupato neanche di chiedere al rivale quanto tosta fosse la sua Pirelli (aveva appena montato le hard...). Eppure a Silverstone si era lamentato che Lewis avesse festeggiato senza preoccuparsi della sue salute...

È evidente che in certi momenti l’adrenalina chiude la vena e l’inglese, che trasuda esperienza da tutti i pori, ieri ha chiesto chiarezza: «Orgoglioso dei commissari, hanno creato un precedente. Servono regole più coerenti, più chiare e devono essere applicate sempre». Solo così i piloti, magari più focosi tipo Max, si terranno lontano dai guai. In ogni caso, al di là del livello di talento che è altrettanto smisurato di quello di Senna e Prost, il duello del terzo millennio deve ancora crescere di intensità per ripetere quello degli anni Ottanta. Allora fra i due contendenti non è esagerato dire che c’era odio. Senna ha aspettato un anno intero per colpire deliberatamente Prost sul luogo del misfatto. Verstappen, rivedendo le immagini (anche se per il gioco delle parti non lo può ammettere), si è reso subito conto di aver fatto una sciocchezza. Hamilton è più esperto e più maturo e si attiene molto di più al codice d’onore. In ogni caso fra i due non c’è ruggine e neanche antagonismo esasperato. Per evitare il terzo botto (i primi due, con un po’ di fortuna, sono finiti bene) prima di fine anno la Fia deve dire ai due che, d’ora in avanti, si applicheranno sempre le procedure.

© RIPRODUZIONE RISERVATA