Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Hamilton trionfa in Qatar, Verstappen secondo non molla: Mondiale, un duello infinito

Lewis Hamilton esce dalla sua Mercedes al termine del GP del Qatar
di Giorgio Ursicino
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Lunedì 22 Novembre 2021, 10:15 - Ultimo aggiornamento: 23 Novembre, 11:44

L’atmosfera di fine stagione è talmente incandescente che il GP del Qatar è stato quasi un pausa rilassante. Prima del via, giustamente, Max è stato penalizzato di 5 posizioni sullo schieramento per non aver tolto il gas durante le qualifiche con la doppia bandiera gialla. Con Lewis in pole non era facile pensare ad una rimonta vincente. E così è stato. Per questo a Losail è andata in onda una delle gare più scontate del 2021, con il britannico e l’olandese che facevano corsa a se e si marcavano a vicenda senza che Verstappen avesse nessuna possibilità di attaccare. Ora fra i due il divario è sceso a sole 8 lunghezze. Il pilota della Red Bull ha segnato il giro più veloce. Un’opportunità in mano a chi insegue che può decidere di fermarsi per montare le gomme nuove e morbide al penultimo giro, quando il leader ha già superato l’ingresso dei box. È la Formula 1 moderna, nella quale tattiche e strategie sono importanti quanto la velocità.

Lewis è scattato bene dalla pole, con vicino piloti bravi, ma non abituati a lottare con il Re Nero. Subito è andato in fuga. Dietro Max sembrava Lewis in Brasile. È scattato come un ghepardo e dopo tre curve aveva già infilato altrettanti rivali. Fra lui è il leader rimanevano solo Gasly e Alonso che Verstappen infilava sul rettilineo del traguardo nei passaggi successivi. Poco dopo, la partita era fra i soliti due, ma il piccolo vantaggio costruito dall’inglese era più che sufficiente per consigliare al tulipano a non provarci. E Max, ormai, è maturo ed esperto per decifrare il messaggio. Sul risultato hanno influito il comportamento delle coperture che sono saltate numerose sui cordoli dell’Emirato. E chi aveva qualcosa da perdere ha fatto bene a non correre rischi inutili. Bottas, ancora una volta, non è riuscito a dare una mano alla causa, partendo malissimo e facendo una rimonta fiacca.

Alle fine, quando era il caso di puntare al giro veloce per toglierlo a Max, non era più in pista, ma ai box con la Mercedes azzoppata da una foratura. Il sette volte campione era un po’ amareggiato per il mancato supporto che, in condizioni ideali, avrebbe portato ad assottigliare ulteriormente il distacco. Ora le posizioni sembrano un filo più chiare ed a entrambi i protagonisti vanno bene. Max ha ancora un buon vantaggio a due gare dalla fine. E, per quanto attualmente dovrebbe avere una monoposto meno in palla (problemi con le ali?) ed una power unit più affaticata, può permettersi di giocare in difesa, aspettando il momento opportuno per sferrare il colpo del ko. Lewis, da parte sua, sta in un angolo che tutto sommato gradisce assai. Non deve fare calcoli, ma sa di avere il destino in mano.

Per uno che ha vinto più di 100 gran premi, è sufficiente vincere i prossimi due per mettere le mani su l’ottavo titolo. Come ha fatto ieri Sebastian Ogier nei rally. Si può fare. E lo sguardo di Lewis dimostra che ha accettato la sfida. Fra due settimane si corre a Jeddah, in Arabia Saudita, su una pista velocissima che è stata appena ultimata e dove non ha ancora provato alcuno. È un tracciato cittadino, ma avrà una velocità media di 250 orari, inferiore soltanto a Monza. Sembra favorire la Mercedes soprattutto se è vero che a Losail la Freccia vincitrice avesse il motore 4 non quello, potentissimo, “brasiliano”, che così dovrebbe fare solo 3 corse. Il finale ad Abu Dabhi è incerto, a parte le differenze di propulsore: nell’era ibrida hanno sempre vinto le Stelle (sei trionfi di fila dal 2014 a 2020) escluso lo scorso anno quando si è imposta le Red Bull con il suo cavaliere.

Il primo degli altri, con una gara magnifica è stato “nonno” Alonso con l’Alpine che, a 40 anni, è risalito sul podio per la prima volta dal 2014, dopo oltre 100 gran premi: «Spero che nessuno batta questo record perché rimanere tanto tempo fuori dalle posizioni che contano è deprimente....». Quarto Perez che ha consentito alla Red Bull di avvicinarsi nella classifica Costruttori. Le Ferrari sono andate senza infamia e senza lode, settima e ottava con Sainz e Leclerc che mettono ancora distacco fra la Rossa e la McLaren. Se è vero, però, che conta il distacco c’è da dire che il Re Nero gli è arrivato in coda, le stava doppiando...

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