Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Hamilton mette in riga Verstappen. Crash a Silverstone: ragazzo il "capo" resto io

Max Vertappen "centra" Lewis Hamilton
di Giorgio Ursicino
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Lunedì 19 Luglio 2021, 09:43 - Ultimo aggiornamento: 20:30

Un trionfo. Un’apoteosi che manda in delirio i quasi 150 mila tifosi britannici. Lewis Hamilton mette in bacheca il trofeo del Gran Premio d’Inghilterra. Vince per l’ottava volta la gara di casa e porta il suo bottino totale ad una sola lunghezza dalla tripla cifra. È stata una corsa entrata nella storia per tutto quello che è accaduto e ha visto la Ferrari giocare un ruolo da protagonista assoluta. Charles Leclerc si è inchinato alla rimonta del Re Nero solo a tre giri dalla fine dopo essere stato in testa per tutta la cavalcata. Una prestazione maiuscola del “predestinato” che ha guidato sul talento, ma una bella figura anche di Carlos sesto al traguardo e di tutti i ragazzi di Mattia Binotto che continuano a lavorare senza mollare un centimetro. Ma veniamo allo show di Lewis che già prima del via dava la sensazione che a Silverstone tirava un’altra aria.

Era arrivato il momento di “un giorno alla Hamilton”. Verstappen lanciato verso il titolo, gli ultimi duelli affrontati con la grinta di un commendatore e un pubblico caldo e appassionato sugli spalti. Quando si è spento il semaforo, il sette volte campione del mondo sembrava avere una tarantola nell’abitacolo. Sullo scatto non riusciva a scavalcare Max, ma gli piombava addosso come un falco. In tutte le curve, su tutti i rettilinei. Su un corto allungo fra due pieghe rapidissime, l’inglese ha preso la scia buttandosi all’interno ed affiancando completamente il rivale. L’olandese stava in traiettoria. L’avversario, però, era all’interno e non si passa all’esterno in una curva che si affronta quasi a 300 orari. I due sono due fenomeni, ma Hamilton ha fatto vedere recentemente che è disposto ad alzare il piede quando c’è odore di guai. Vestappen no. Non lo alza mai. E questa è la sua forza. Come lui, forse, adesso c’è solo Leclerc.

Lewis ha rallentato, ma ha tenuto la linea, Max ha chiuso la porta in faccia come se da quella parte non ci fosse nessuno. La Mercedes non poteva certo scomparire. Chi è all’esterno in caso di contatto, ha sempre la peggio. La posteriore destra della Red Bull ha toccato l’anteriore sinistra della Freccia ed è partita per la tangente andandosi a disintegrare ad oltre 200 km/h su un mucchio di gomme. La decelerazione è stata enorme, 51 G. In più l’impatto è stato laterale, più pericoloso per il pilota. Per tirare fuori il malcapitato ci sono voluti diversi attimi e quando è uscito barcollava per la botta. Bandiera rossa e gara interrotta. Max sembrava non avere nulla di grave, ma veniva portato prima al centro medico del circuito poi all’ospedale a scopo precauzionale. Subito il mondo si spaccava in due per un contatto tanto prestigioso. Di che era la colpa? Horner, il boss della Red Bull, esagerava: «Una manovra del genere il pilota più esperto non la deve fare, in quella curva a tutta velocità è folle superare...».

I commissari, quando la gara era già ripartita, appioppavano 10 secondi di penalità ad Hamilton colpevole, forse, di essere rimasto in pista, mentre Max ha incassato più di un milione di danni e sprecato un’occasione per mantenere il consistente vantaggio. Ci può stare. Anche perché quella punizione ha reso la giornata del britannico ancora più leggendaria. Fino al pit stop Lewis se ne è stato buonino dietro a Leclerc. Dopo il cambio gomme, montate le hard, ha cambiato marcia e si è scatenato. Aveva oltre 15 secondi da recuperare e lo ha fatto al ritmo di un secondo al giro. Durante il lavoro di recupero si è tolto due soddisfazioni che hanno fatto impazzire i tifosi. Per vincere doveva passare Norris, Bottas e Leclerc.

A parte il compagno finlandese che gli ha dato immediatamente strada, due giovani orgogliosi e duri come il connazionale e il monegasco li ha scavalcati esattamente nello stesso punto in cui si è toccato con Verstappen. Sia Lando che Charles hanno coscienziosamente alzato il piede e la manovra è andata a buon fine. Per il Re Nero è stato un modo elegante di rispondere a Chris Horner senza parlare. Come se quello fosse l’unico punto dove superare a Silverstone. Dopo la gara nessuna polemica, solo gioia. Non è certo il “padrone” del circo a polemizzare con i suoi sudditi. Ha fatto solo capire che la penalizzazione l’accettava, ma non la condivideva per nulla al mondo. Campionati riaperti. Ora la Red Bull ha solo 4 punti di vantaggio sulla Mercedes e Max 8 su Lewis.

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