Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Giovinazzi, lascia la F1 ma non si ferma: Formula E, 24 Ore di Le Mans, Indianapolis

Antonio Giovinazzi
di Giorgio Ursicino
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Mercoledì 17 Novembre 2021, 17:34 - Ultimo aggiornamento: 20 Novembre, 20:52

Cronaca di una fine annunciata. Come era da tempo noto a tutti, il team Alfa Romeo ha ufficializzato che per la prossima stagione cambierà l’intera formazione di piloti. La “prima” guida, il pilota esperto, sarà l’ex Mercedes Valtteri Bottas che aveva già firmato per la squadra con sede in Svizzera in occasione del GP di Monza, quando al finlandese era stata tolta la Freccia Nera per darla a George Russell. Il nostro Antonio Giovinazzi deve piegarsi alla ragione dei soldi e lasciare il sedile a Guanyu Zhou. Il ventiduenne, secondo nell’attuale campionato di F2, è cinese ed apre definitivamente le porte del circo della velocità al paese più popoloso (e ricco...) del mondo. A Shanghai, infatti, le monoposto sono di casa dal 2004 (il primo GP lo vinse Barrichello con la Ferrari), ma mai un pilota di casa aveva partecipato ad un Gran Premio.

Così, per una porta che si apre su un panorama con sostanziosi interessi, se ne chiude un’altra per noi un po’ triste. Come era già capitato prima della parentesi di Antonio che è durata tre stagioni, nel 2022 nessun pilota tricolore sarà al via quando si spegnerà il semaforo. Un’evidenza non facile da accettare per un paese che ha dato i natali al Cavallino ed ha una delle tradizioni motoristiche più gloriose del mondo griffata proprio dai tanti trionfi antichi dell’Alfa Romeo. Non si capisce perché l’equipe con sede ad Hinwil abbia aspettato così a lungo per far sapere il suo futuro quando la decisione era presa da tempo. La settimana scorsa, addirittura, in uno showroom del Biscione a Shanghai c’era la foto di benvenuto a grandezza naturale del pilota cinese. L’ingegner Frédéric Vasseur, team principal e ceo della scuderia ex Sauber, è uomo di grande esperienza nelle competizioni (ha vinto il titolo GP2 sia con Rosberg che con Hamilton) e sa benissimo che, quanto meno, non è elegante appiedare un pilota a metà novembre compromettendogli la stagione successiva.

Sicuramente ha influito in una situazione del genere il fatto che il team elvetico sia stato in trattative per essere acquistato dalla dinasty americana degli Andretti che aveva il suo pilota a stelle e strisce Herta da affiancare a Valtteri. Comunque i colloqui con Zhou erano in piedi dall’inizio dell’estate ed erano stati solo momentaneamente “congelati”. A pesare, oltre la componente mediatica e di marketing, ci sono i 30 milioni di dollari in dote che accompagneranno il contratto annuale di Guanyu. Il ragazzo è stato nell’Academy Ferrari da adolescente prima di approdare alla “scuola” Alpine-Renault dalla quale si libererà dopo la gara di Abu Dhabi. Il driver di Martina Franca, che compirà 28 anni fra meno di un mese, non è più giovanissimo e questo sicuramente ha pesato sulla decisione. Il cambio di regolamenti in F1 favorisce infatti o i piloti già vincenti (Hamilton, Alonso e Vettel, oltre a Raikkonen che ha annunciato il ritiro) o i baby rampantissimi come Verstappen, Leclerc, Russell, Norris.

Frédéric, però, al di là di mettere a posto l’ultimo tassello last minute, ha sicuramente avvisato Antonio del suo destino e l’italiano non è rimasto a guardare. Tornare in F1 non sarà facile, ma Giovinazzi non si annoierà. Il ruolo più importante rimarrà quello di pilota Ferrari. Sarà la riserva in Formula 1, domerà il nuovo simulatore con le monoposto ad effetto suolo e le Pirelli da 18 pollici e seguirà da vicino il nuovo programma della hypercar per Le Mans che è entrato nel vivo con l’esordio in gara fra poco più di un anno. Se non ci sarà niente di più attraente, Antonio potrebbe anche essere il pilota più rappresentativo del ritorno di Maranello alle gare di durata. A conferma che il giovanotto già sapeva c’è stato l’annuncio della scuderia americana di Formula E Dragon-Penske che il pilota italiano sarà al via dell’imminente campionato mondiale per monoposto elettriche affiancando il brasiliano Sette Camara. Penske, poi, è una delle squadre più prestigiose di Formula Indy e si potrebbero aprire le porte della 500 Miglia.

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