Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Ferrari superba a Miami: prima fila tutta rossa, Charles precede Carlos, Verstappen è solo terzo

La Ferrari a Miami
di Giorgio Ursicino
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Domenica 8 Maggio 2022, 14:49 - Ultimo aggiornamento: 9 Maggio, 14:17

La Florida si tinge di rosso. Sul nuovo tracciato intorno allo stadio, la Ferrari non sbaglia nulla e agguanta tutta la prima fila. Non era affatto scontato, nonostante la SF-75 si adatti bene e in fretta a tutte le piste. Il solito Max, che venerdì era rimasto quasi sempre fermo ai box, era pronto a fare lo sgambetto con una Red Bull sempre velocissima sul dritto. Nel primo tentativo della Q3, infatti, l’olandese volante era l’unico in grado di girare sotto il minuto e 29 e si prendeva la momentanea partenza al palo. C’era ancora un tentativo, “one shot”, ed era vietato sbagliare su una pista che invita all’errore. Sia nel misto strettissimo della “spiaggia”, che nell’infinito allungo che supera il chilometro (16 secondi a tutto gas), i muretti sono sempre ad un passo, con i denti affilati.

Nonostante dovessero recuperare, i ragazzi di Maranello mostravano grande tranquillità uscendo per primi dai box, quasi ignorando il rivale. Verstappen, invece, si prendeva il rischio di qualche bandiera gialla pur di sfruttare la pista più gommata. Forse se lo sentiva che non sarebbe stato facile migliorare il suo crono. Charles e Carlos erano perfetti e si superavano, il rivale faceva una sbavatura ed era costretto a rinunciare. Max in seconda fila sarà affiancato dal compagno Perez. In terza un ottimo Bottas con l’Alfa Romeo sarà davanti alla Mercedes di Hamilton. Una F1 in grande evoluzione, che batte i record di ascolto sia in Italia sia a livello globale. Liberty Media, abilmente guidata da Stefano Domenicali, vive una stagione d’oro con l’audience che dilaga, soprattutto fra i giovani.

C’è la scoperta dell’America, il continente più ricco che non si era mai innamorato del Circus. Austin fa sempre il pienone. Ora è arrivata Miami e il prossimo anno sarà la volta di Las Vegas rendendo gli Usa l’unico paese in grado di organizzare tre gran premi. La pandemia ha snellito le procedure, l’organizzazione ha raggiunto la velocità delle monoposto. Nuovi circuiti come quello d’Arabia o quello della Florida nascono con la rapidità dei funghi, sono una via di mezzo fra i “permanenti” e i vecchi stradali. Grande spettacolo, notevoli difficoltà tecniche. Con questi bolidi iper sicuri non sono più necessarie le “vie di fuga” e i tracciati migrano in città emulando la Formula E, li dove la gente vive e trascorre il tempo libero.

Sulla sponde occidentali dell’Atlantico si disputa il quinto GP dell’anno, un salto negli Stati Uniti fra Imola e Barcellona, prima di approdare nel salotto principesco di Montecarlo. La stagione entra nel vivo. Il gruppone è sempre molto raccolto, ma i protagonisti restano gli stessi. Segnali di ripresa li manda la Mercedes che, prima o poi, si dovrà risvegliare. I tedeschi hanno portato diverse novità aerodinamiche, con l’obiettivo principale di ridurre il “porpoising”, il congenito saltellamento generato dai “tubi venturi” che, quando la vetture sfiora il terreno, incollano la vettura all’asfalto. Hamilton, che nei box ha ospite la signora Obama, e Russel si sono trovati più a loro agio, andando forte nelle prove libere.

Toto Wolff frena, sostiene che i notevoli miglioramenti non dipendono dalla nuova ala anteriore al limite dello spirito del regolamento, ma da circostanze casuali. La nuova Stella ha sempre faticato a mandare in temperatura le Pirelli e l’alta temperatura della primavera caraibica dà una grossa mano. In più ci sono poche curve ad alta velocità dove l’effetto canguro crea maggiori problemi. La Ferrari, da parte sua, procede come un treno. Costantemente rapida ma sempre poco affidabile la Red Bull con Verstappen che ha trascorso quasi tutto il venerdì al box per problemi di varia natura.

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