Giorgio Ursicino
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Giorgio Ursicino

Exor, John Elkann vende PartenerRE (9 miliardi) per concentrarsi sul business dell'auto

Mercoledì 12 Febbraio 2020 di Giorgio Ursicino
John Elkann, nipote dell'Avvocato Gianni Agnelli e presidente di quasi tutte le società della galassia del Lingotto
Exor sugli scudi a Piazza Affari dove tocca il suo massimo storico. Dopo l’ammissione sulle voci della trattativa con la francese Covea per la cessione del colosso riassicurativo americano PartnerRe, il titolo della holding controllata dalla famiglia Agnelli si è rafforzato di oltre il 4%, con un valore di più di 73 euro dopo aver superato i 74 e mezzo a contrattazioni in corso. La società presieduta da John Elkann, che controlla anche Ferrari, Fca e Cnh Industrial, ha diffuso un nota: «Le discussioni sono in corso, non c’è certezza che si arrivi a una transazione».

Anche i francesi hanno fatto circolare un asciutto comunicato, ma tengono le bocche cucite: «Confermiamo di essere in trattativa esclusiva con Exor. Non abbiamo altri commenti da fare». Secondo rumors provenienti da ambienti finanziari parigini la ricerca di un accordo potrebbe durare due o tre settimane. Exor aveva rilevato a compagnia Usa nel 2016 per 6,7 miliardi di dollari dai quali bisogna sottrarre 660 milioni dei dividenti staccati da PartnerRe. Covea è un gruppo che controlla Gmf, Maaf e Mma e, non molto tempo fa, in patria aveva cercato di mettere le mani senza concludere sulla società di riassicurazione Scor.

L’offerta dei francesi sulla quale si sta discutendo sarebbe di circa 9 maliardi di dollari (8,2 miliardi di euro), nettamente più alta della cifra sborsata quattro anni fa dal gruppo del Lingotto. Covea ha 27 mila dipendenti e circa 11 milioni di assicurati che generano premi superiori a 17 miliardi. La società francese guidata dal presidente e ceo Thierry Derez ha un’ingente liquidità di circa 10 miliardi di euro e se andasse in porto l’operazione diventerebbe la terza società assicurativa su scala mondiale.

Derez ha recentemente illustrato le strategie di crescita di Covea che è quasi totalmente concentrata nel business in patria con il 90% del fatturato: «È da anni che ci interessiamo al settore della riassicurazione perché non abbiamo più un potenziale di sviluppo in Francia. Una delle possibilità per crescere è piantare delle bandiere con delle acquisizioni un po’ dappertutto nel mondo ma è un rischio. Troppo pochi gruppi assicurativi ci sono riusciti. L’altra pista è svilupparsi nel settore della riassicurazione. È quello che abbiamo scelto».

Exor, invece, secondo i francesi, aveva trattato con Scor del ceo Denis Kessler sulla base di una fusione fra pari per un valore fra i 7 e gli 8 miliardi di euro, ma poi ha preferito orientarsi sull’offerta per contanti di Cavea. Anche dietro questa operazione ci sarebbe stato Derez che, dopo il rafforzamento di Scor con la fusione con Exor, ne avrebbe preso il controllo (attualmente Cavea è primo azionista di Scor con l’8,2%). Ultimo aggiornamento: 13-02-2020 19:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA