Giorgio Ursicino
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Disastro Mercedes in Austria, ma la Ferrari non vince

Il Cavallino non può esultare, le Frecce d’Argento vivono una giornata da incubo. Nel giorno della disfatta tedesca per la Ferrari non vincere la gara è solo un bicchiere mezzo pieno. Per la corazzata di Stoccarda il pomeriggio sui verdi saliscendi di Zeltweg è invece un cazzotto nello stomaco, un’autentica mazzata che le Stelle mai avevano assaporato nell’era moderna della F1. A dominare sulla pista di casa, il Red Bull Ring di proprietà di Dietrich_Mateschitz padrone anche della scuderia che schiera le monoposto disegnate da Adrian Newey, è proprio un bolide austriaco con al volante il giovane fenomeno Max Verstappen.

L’olandesino volante, al suo quarto successo in carriera, precede le SF71H di Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel che salgono entrambe sul podio e sono le uniche vetture a passare sotto la bandiera a scacchi senza aver accusato il doppiaggio. Quarta e quinta, infatti le due Haas motorizzate Ferrari di Grosjean e Magnussen staccate di un giro al pari delle due Force India spinte dalla power unit Mercedes di Ocon e Perez che a loro volta hanno preceduto la McLaren Renault di Alonso arrivato ottavo partendo dalla pit lane. Chiudono la zona punti le Alfa Romeo di Leclerc e Ericsson in costante crescita.

Un po’ a sorpresa, in una corsa che fino al semaforo rosso non era sembrata certo amica, Maranello riconquista la vetta sia del Mondiale Piloti che di quello Costruttori, una manovra fondamentale visto che domenica andrà in onda la terza tappa del triplete consecutivo in appena 15 giorni e, dopo Francia e Austria, si disputerà il Gran Premio d’Inghilterra a Silverstone, la tana di Hamilton e della Mercedes. Ora Sebastian ha una lunghezza di vantaggio su Lewis (146 a 145), mentre le Rosse possono contare su 10 punti di margine sulle Grigie (247 a 237). Per gli uomini del presidente Marchionne tante buone notizie ed altre meno trionfali.

Le Ferrari con il sole e le temperature elevate hanno dimostrato di gestire perfettamente le gomme Pirelli, soprattutto le gialle soft con battistrada standard e non quello assottigliato di 0,4 millimetri che al Montmelò e al Paul Ricard hanno messo le ali alle Frecce e domenica torneranno in scena in Gran Bretagna. Pneumatici che non ha invece gradito la Red Bull di Ricciardo (prima che cedesse il motore) e la Mercedes di Hamilton destinata alla stessa fine a pochi giri dal traguardo. Non si può dire come le gialle morbide si sarebbero comportare sull’altra Mercedes di Bottas tradita dal cambio molto prima, mentre le ha utilizzate magnificamente la Red Bull che ha dominato guidata da un Verstappen tornato baby maestro.

Altro aspetto che fa ben sperare i ragazzi del Cavallino e l’affidabilità delle power unit, le sei al via hanno concluso tutte a punti (anche quelle sulle Haas e sulle Sauber), mentre è saltato il V6 del campione del mondo in carica che pur aveva una sola gara sulle spalle e sono i finiti in fumo ben due Renault (quello di Ricciardo e quello di Hulkenberg). Agrodolce il bilancio dei piloti in rosso: confusionari e poco lucidi seppur aggressivi nella prima parte, rapidi e consistenti nella seconda. Novità assoluta per una squadra che ha sempre giocato ad una punta , Kimi non ha lasciato la posizione nel finale a Seb e di questo non è chiaro quanto sia contento il tedesco che dopo il podio ha ammesso di avere perso la corsa per l’errore fatto sabato in qualifica ostacolando Sainz (gli è costato tre posizioni sulla griglia).

Vettel non ha mai attaccato il finlandese che nel finale andava veramente forte (ha segnato il giro più veloce in gara all’ultima tornata) dando l’impressione di poter acchiappare Max che in ogni caso controllava con autorità. Sotto il podio le gomme delle SF71H erano in ogni caso quelle messe meglio, senza traccia del blistering che ha rispedito ai box sia Hamilton che Verstappen. Musi lunghi in casa Mercedes. Non accadeva dagli anni 50’ che due Stelle finissero ko insieme per problemi meccanici; si interrompe una striscia lunga più di 20 gare con almeno una Stella sul podio e una lunga più di trenta con Lewis sempre a punti. Ma a far venire i capelli dritti a Wolff e Lauda sono di più la gestione delle coperture Pirelli e, soprattutto, l’affidabilità, da sempre punto di forza di Stoccarda. Mercoledì 4 Luglio 2018, 16:09
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