Giorgio Ursicino
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Giorgio Ursicino

De Meo ripensa la Renault: meno volumi e più margini, oltre all'eccellenza tecnologica della nuova mobilità

Venerdì 15 Gennaio 2021 di Giorgio Ursicino
Le nuove Renault svelate durante la presentazione del piano quinquennale

Presentata Renaulution, la “cura” De Meo per rimettere su un binario virtuoso la Renault. Il piano quinquennale, disegnato del manager italiano che da sei mesi guida l’azienda di Parigi, rimodella l’organizzazione dell’azienda. Punta a un taglio dei volumi e dei costi con l’obiettivo di tornare a un margine competitivo e mantenere l’eccellenza tecnologica sull’elettrico che in Europa si traduce anche nella leadership commerciale del settore. La svolta strategica, che ha avuto l’approvazione del cda, si divide in tre fasi. La prima, “Risurrezione”, dura fino al 2023 e ha l’obiettivo di tornare al profitto e generare liquidità.

La seconda, “Rinnovamento”, si spinge fino al 2025 vedrà una ringiovanimento e un arricchimento delle gamme. La terza, “Rivoluzione”, da quella data in poi sposterà il modello del Gruppo verso la tecnologia, l’energia e la mobilità. Il cambio di paradigma vede i target centrati non più sui volumi, ma sulla redditività. Rafforzare l’attuale posizione sull’elettrico consentirà di migliorare i margini, così come darà una mano in questa direzione lo spostamento del baricentro della gamma verso l’alto.

Entro il 2023 il margine dovrà essere superiore al 3% e il free cash flow operativo raggiungere i 3 miliardi. Valori che si alzeranno al 5% e 6 miliardi entro il 2025. Ci sarà una semplificazione della struttura produttiva che affonderà le radici nelle competenze dell’Alleanza. Le piattaforme passeranno da 6 a 3, le famiglie di propulsori da 8 a 4, la capacità installata scenderà da 4 milioni di unità l’anno a 3,1. Si punterà sui mercati dei paesi dove si produce (Spagna, Marocco, Romania, Turchia e Russia) e su quelli ad elevata marginalità (America Latina, India e Corea).

I costi fissi verranno ridotti di 2,5 miliardi entro 2023 e di 3 miliardi prima del 2025. Nel 2023 scenderanno anche i costi variabili di 600 euro per veicolo e gli investimenti in ricerca e sviluppo dovranno essere contenuti, in 5 anni, dall’attuale 10% a meno dell’8%. Tutti questi sforzi consentiranno di abbassare il punto di pareggio del 30%. L’intero business si articolerà su 4 unit con una forte identità e un preciso posizionamento. Il brand Renault sarà modernità e innovazione, con una forte componente elettrica e ibrida; la Dacia-Lada migliorerà ancora i prezzi puntando su tecnologie già collaudate e semplificando la gamma: da 4 ad una sola piattaforma, da 18 carrozzerie ad 11.

Poi ci sarà il rilancio del marchio Alpine che produrrà vetture sportive al 100% elettriche anche in collaborazione con gli specialisti della Lotus. Questa unit avrà anche la responsabilità delle attività sportive fra cui c’è la F1 considerata strategica. La quarta divisione è Mobilize, oltre l’automobile, offrirà servizi di mobilità alle altre marche del Gruppo e a partner esterni.

Ultimo aggiornamento: 19-01-2021 10:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA