Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Dakar, Audi ha già vinto la sfida ecologica. Motori elettrici e carburante vegetale, -60% di CO2

L'Audi di Mattias Ekstrom in una tappa della Dakar
di Giorgio Ursicino
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Lunedì 2 Gennaio 2023, 10:41 - Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 19:31

L’atmosfera è tesa, ma gli animi sembrano rilassati. I tre moschettieri di Ingolstadt hanno messo tutto se stessi per preparare al meglio la sfida epocale. Non solo ore di guida al simulatore. Anche intere giornate trascorse a smontare e rimontare come un puzzle gli oltre seimila pezzi di cui è composta la RS Q e-tron E2. Eh sì, nel deserto si è soli con il nulla e, se qualcosa non va, bisogna coccolare in prima persona la propria insostituibile compagna. Fra Neuburg an der Donau, sede del Competence Center Motorsport di Audi Sport, e il piccolo villaggio di Trebur-Astheim, al confine fra l’Assia e la Baviera dove il team Q di Sven Quandt e i suoi figli (Thomas e Tobias) preparano l’assalto al deserto, Stephane, Carlos e Mattias hanno cambiato le ruote migliaia di volte per diventare i più rapidi anche in questo. Il team è granitico. Compatto all’inverosimile.

Da comunicatori collaudati ognuno gioca il suo ruolo, secondo il suo carattere e il suo modo di correre, cercando tutti insieme di non farti capire nulla. Stephane dice e non dice. Ma certamente parla. Non si dispera per l’enorme responsabilità, ma non fa neanche un passo nell’area della strafottenza dove uno come lui potrebbe vivere di rendita. È Carlos a vestire i panni del “pierino”, un nobile spagnolo cresciuto alla corte di Madrid. Sainz non fa fatica a buttarsi avanti, si toglie tutti i sassolini dalle scarpe perché è stato obbligato ad appesantire la sua Audi per renderla un filo più umana. Mattias, l’asso scandinavo, recita la parte del “bambino”, sempre pronto ad imparare dagli “anziani” professori. Eppure, a 45 anni, è uno dei più forti driver di tutti i tempi, avendo vinto per due volte il Campionato Tedesco Turismo ed avendo indossato anche la corona iridata di Rallycross.

In questi giorni Ingolstadt è collegata in tempo reale con l’Arabia. Gli arei sono sempre pronti a partire. Non succede, ma se succede, per festeggiare un evento tanto epocale, potrebbero volare a Dammam addirittura il Ceo di Ingolstadt, Markus Duesmann. E, perché no, quello dell’intero Gruppo Volkswagen e della Porsche che è stata recentemente scorporata, Oliver Blume. Saranno di casa invece in questo scorcio del 2023 Rolf Michl, Ad di Audi Sport e responsabile di tutte le attività sportive internazionali del brand, e Oliver Hoffmann, membro del board per la tecnica a cui fa capo anche il Motorsport.

Michl si è “sbottonato”: «L’anno scorso abbiamo vinto 4 tappe, quest’anno vogliamo il podio». Peterhansel e Sainz si sono guardati, loro non firmerebbero di certo per nulla che non sia il gradino più alto del podio. Più istituzionale l’intervento di Hoffmann: «Facciamo un ulteriore passo in avanti nel rispetto ambientale. Il nostro prototipo consumerà meno energia, ne recupererà di più e la gestirà meglio, consumando meno carburante di tutti. Inoltre farà il suo esordio un’innovativa miscela rinnovabile per alimentare il propulsore che funge da generatore. Questo carburante sostenibile Audi ha 102 ottani, è composto da ETG e da e-metanolo ed è ottenuto da residui vegetali che non incidono sulla filiera dei prodotti alimentari. Le emissioni di CO2 saranno ridotte del 60%».

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