Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Crolla il mercato dell'auto, con gli incentivi a singhiozzo in crisi anche le vetture elettrificate

Una fabbrica di auto
di Giorgio Ursicino
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Mercoledì 5 Gennaio 2022, 11:20 - Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio, 09:25

Questa volta c’è bisogno di ben altro che i soliti incentivi per fare da boost al mercato dell’auto, un comparto da sempre molto rilevante in Italia, a lungo il secondo in Europa e il quarto nel mondo. Non molto tempo fa le vendite in Italia chiudevano l’anno a 2,5 milioni. Nel 2021 le immatricolazioni non sono arrivate a 1,5 milioni, poco più dello scorso anno: quello del lockdown. Il caos generato del virus e le conseguenti turbolenze economiche certo hanno influito, ma la motivazione vera sarebbe di altra natura. La mobilità sta affrontando la trasformazione più imponente degli ultimi cento anni. Lo hanno capito i costruttori. Se ne sono accorti gli automobilisti che si sono messi sulla sponda del fiume ad aspettare.

Servono indicazioni, ecobonus, supporti robusti per accompagnare la svolta. Soprattutto sono indispensabili interventi strutturali perché per passare dalla motorizzazione endotermica a quella elettrica, molte vendite si perderanno. Ciò sta già avvenendo in tutti i mercati del Vecchio Continente. Con un immobilismo al limite della confusione, in Italia il cambio di passo può trasformarsi in un disastro. Finora l’esecutivo ha fatto poco o nulla per agevolare la ricarica delle auto elettriche. E attualmente il nostro è l’unico paese europeo fra quelli importanti che non ha un euro di incentivo per le auto a basse emissioni o solo con la spina. Una scelta che appare il contrario del ragionevole. E i numeri sono lì a testimoniarlo.

Nell’anno appena concluso le vetture ricaricabili (le uniche veramente ecologiche se si utilizza energia pulita) sono in forte crescita. Il trend recente, però, è pericolosamente in controtendenza. Certo non dipende dalla fornitura di componenti. E tanto meno dalla “crisi” di semiconduttori. La brusca frenata degli ultimi mesi è dovuta quasi esclusivamente allo stop dei bonus. Aiuti che servono per compensare, almeno in parte, il maggior costo dei veicoli elettrificati. L’aspetto più desolante, però, è il fermo della domanda perché, dopo aver usato incentivi a singhiozzo per diverse volte, i consumatori attendono che ne tornino di nuovi.

Sarebbe una beffa pagare molti euro in più un bene in una fase economica non delle migliori. Nel solo mese di dicembre le auto full electric e plug-in sono diminuite del 13,2% rispetto allo stesso mese del 2020. Nell’intero anno, invece, sono cresciute del 128% con 136.754 vetture consegnate. I numeri sono un’evidenza che non lascia dubbi, il governo italiano deve fare quello che altrove è già stato fatto.

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