Giorgio Ursicino
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di Giorgio Ursicino

CNH, l'Iveco in rotta sulla Cina: continuano le grandi manovre della Exor di John Elkann

John Elkann su un trattore New Holland della CNH
di Giorgio Ursicino
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Giovedì 7 Gennaio 2021, 14:06 - Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio, 17:26

Inizio d’anno frizzante per Exor, la holding della famiglia Agnelli che è il principale azionista di importanti gruppi fra i quali il colosso Stellantis che sabato 16 gennaio diventerà pienamente operativo. I titoli della società con sede in Olanda nei giorni scorsi si sono rafforzati proprio per il via libera degli azionisti Fca e Psa alla fusione e ieri hanno guadagnato altre posizioni. L’azione ha incassato un rialzo dell’1,9% chiudendo a 66,8 euro con un incremento di circa il 50% rispetto a meno di due mesi fa. Ora il valore è vicino al massimo storico di 75 euro che era stato toccato a fine febbraio prima del dilagare della pandemia, mentre a marzo era sprofondato a 36 euro.

Questa volta a fare da boost è stata la Cnh che ieri ha guadagnato oltre il 6,6% chiudendo ad 11 euro anche in questo caso vicino al massimo storico di poco più di 12 euro toccato all’inizio del 2018 (ad inizio marzo di quest’anno era crollato a 4,8 euro). A mettere sotto i riflettori i titolo Cnh è stato l’esordio del nuovo ceo Scott Wine dopo che la presidente Suzanne Heywood ha tenuto il ruolo ad interim per diversi mesi. Il cda ha cercato a lungo per individuare il manager giusto in una fase molto dinamica della società che prevede una riorganizzazione strutturale come previsto dal piano industriale del 2019.

Ed a dare un’ulteriore spinta verso l’alto sono arrivate nelle ultime ore le notizie dall’Oriente di un’offerta d’acquisto per Iveco da parte della società statale Faw. Dal quartier generale della Cnh sono arrivate conferme dell’avance e dell’apertura di un dialogo preliminare. In realtà il piano più che una dismissione prevedeva lo spin off dall’Iveco per ricalcare altre operazioni fatte dalla stessa Exor che hanno creato ingente valore. Una su tutti la Ferrari che nei giorni scorsi ha toccato il suo massimo storico pur avendo il ceo ad interim ad oltre 190 euro (circa 40 all’esordio in Borsa) per una capitalizzazione superiore ai 36 miliardi.

John Elkann è sia presidente che ad ed il titolo continua il suo trend tanto che recentemente la Ubs ha dato un target price di 250 euro. L’obiettivo dell’azienda di macchine da movimento terra, agricole e veicoli da trasporto è di dividere le attività in Off-Highway e On-Highway per concentrarsi meglio sulla specificità dei business. E il fiore all’occhiello della seconda, la meno pregiata perché più staccata dai leader del comparto, è proprio l’Iveco che potrebbe tirarsi dietro parti della Fpt (la divisione motori e trasmissioni). L’altra, invece, ha fra i suoi marchi Case e New Holland, autentici leader nel mercato americano.

Ora arriva l’offerta dalla Cina che non è affatto una novità perché a Pechino sono sicuramente interessati al settore dei veicoli industriali e commerciali dove vorrebbero avere una presenza globale. La Faw, che ha sede a Changchun, presidia il settore attraverso il brand Jiefang e dovrebbe aver messo sul tavolo almeno 4 miliardi di euro. Un’offerta di 3,5 miliardi dell’altro gruppo cinese Shandong Heavy Industry Group, infatti, era già stata rifiutata perché ritenuta inadeguata e si ritiene che Faw l’abbia rafforzata. Iveco ha una solida tradizione nel paese più popoloso della terra dove produce in collaborazione con Saic Motors.

Nel settore dei veicoli industriali ci sono gruppi molto grandi impegnati sul mercato globale come Daimler e Volkswagen con i marchi Scania e Man. Iveco, però, ha messo a segno diversi colpi che dimostrano un forte interesse verso la mobilità del futuro. Ha acquisito l’8% e stretto una collaborazione industriale con Nikola, la start up di Phoenix specializzata nello sviluppo di camion elettrici a batterie ed a idrogeno. Sempre la Exor ha dimostrato che, se l’offerta è giusta, la dismissione può essere una valida alternativa allo scorporo e ciò è già avvenuto con la storica azienda di componentistica Magneti Marelli venduta nella primavera del 2019 alla giapponese Calsonic Kansei Corporation per quasi 6 miliardi di euro. Wine, ex ufficiale della Marina degli Stati Uniti d’America, sembra l’uomo adatto a portare avanti le trattative avendo maturato una profonda esperienza sull’argomenta sia negli Usa sia in Oriente e in Europa.

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