Giorgio Ursicino
MILLERUOTE di
Giorgio Ursicino

Auto, tegola sui concessionari: Cassazione vieta l'uso della targa prova sulle vetture già immatricolate

Sabato 5 Settembre 2020 di Giorgio Ursicino
Una vettura immatricolata con targa prova
Per l’auto piove sul bagnato. Soprattutto per i concessionari. Da ora in avanti, infatti, dovranno (o è meglio dire dovrebbero) fare un uso più limitato di uno strumento fondamentale per chi movimenta vetture che è la “targa prova”. Con il lockdown la rete di vendita è la categoria della filiera che ha sofferto di più e, per oltre due mesi, ha dovuto tenere le serrande degli showroom abbassate e i riflettori spenti. L’Unrae, l’associazione dei costruttori, e la Federauto, in rappresentanza dei dealer stessi, hanno più volte lanciato l’allarme. Il comparto è alle corde, va aiutato per salvaguardare un asset strategico per il Paese.

Con un mercato in calo di oltre il 90%, gli imprenditori sono andati in crisi di liquidità (le entrate quasi azzerate, le uscite, purtroppo, no), ancor più delle case madri che hanno potuto contare su corpose linee di credito da parte del sistema bancario internazionale. Sono stati a rischio (e alcuni si sono persi) numerosi posti di lavoro e intere aziende hanno vissuto un periodo di reale difficoltà che non è affatto definitivamente alle spalle. C’è sempre da lavorare sullo stock (pare che i veicoli in giacenza siano oltre 500 mila) per cercare di alleggerirlo riducendo il capitale immobilizzato e c’è sempre la speranza di recuperare qualcuna dell’oltre mezzo milione di vetture che la pandemia ha fatto perdere rispetto allo scorso anno.

Adesso, come se non bastasse, arriva un’ulteriore tegola che complica non di poco il lavoro dei venditori e dei riparatori. Potrà sembrare strano, ma questa volta i “decisori politici” non c’entrano nulla. Il cambio di scenario arriva da una sentenza della Corte di Cassazione che fa chiarezza su cosa dice la legge. Secondo gli ermellini, la targa prova è una deroga a quella tradizionale, cioè può essere usata quando il veicolo non è immatricolato e non ha quindi il numero di identificazione e la carta di circolazione. Su questo c’è poco da discutere. È evidente, però, che ci troviamo davanti ad un buco legislativo al quale bisogna porre rimedio il più rapidamente possibile, anzi, vista la delicatezza dell’argomento, doveva essere stato già affrontato.

La targa prova, infatti, non viene soltanto utilizzata per spostare i veicoli non immatricolati (in minima parte), ma per movimentare tutti i veicoli presso i concessionari che non hanno più il vecchio padrone e spesso sono in attesa di quello nuovo. Mezzi che molto frequentemente hanno una targa, ma non hanno l’assicurazione. E non si tratta di qualche migliaia di vetture, ma centinaia di migliaia. Auto che devono necessariamente muoversi per essere provate, riparate, lavate, collaudate, spostate di sede. Tutte operazioni che finora venivano effettuate con la targa prova.

Il ministero dei Trasporti e il ministero degli Interni sembra siano già al lavoro per disciplinare in maniera organica l’argomento e già sono operative circolari presso le forze dell’ordine di non intervenire su questo caso. Ora, però, c’è la sentenza della III Sezione Civile, numero 17665 del 25/8/2020 della Cassazione che, certamente, non è una norma di legge, ma fa giurisprudenza e se un contenzioso del genere arriva davanti ad un magistrato non è certo cosa piacevole.

L’AsConAuto, l’associazione di settore, invita i suoi associati a comportarsi come hanno fatto finora, gli abusi nei casi in cui della targa prova sia fatto un uso improprio vanno perseguiti dalle autorità competenti, ma gli utilizzi professionali devono essere tutelati. «È uno strumento di fondamentale importanza per le reti di vendita - ha spiegato il presidente dell’Associazione dei Costruttori Esteri Michele Crisci - indispensabile per svolgere il lavoro quotidiano di una categoria già fortemente sotto pressione per la difficile crisi della pandemia. L’argomento deve essere al più presto regolamentato con chiarezza affinché tutti i protagonisti possano lavorare con tranquillità e sicurezza». Ultimo aggiornamento: 09-09-2020 18:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA