Giorgio Ursicino
MILLERUOTE di
Giorgio Ursicino

Auto, la farsa degli incentivi: parlarne e non farli penalizza il mercato già in forte crisi

Giovedì 2 Luglio 2020 di Giorgio Ursicino
Auto in stock nell'attesa di essere vendute
La situazione non migliora. La crisi economica del post pandemia, le preoccupazioni dei consumatori e, soprattutto, la “farsa incentivi” hanno messo ko il mercato dell’auto ormai in una lotta quotidiana per la sopravvivenza. Ci avevano sempre insegnato che «di bonus non si parla, si fanno». Invece, in questo triste periodo, è accaduto il contrario e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ieri sono usciti i dati delle immatricolazioni di giugno e lo scenario è drammatico, addirittura peggiore della previsioni degli analisti più pessimisti. Nell’ultimo mese sono state ritirate dai clienti appena 132.457 vetture nuove, ben il 23,1% in meno dello stesso periodo del 2019.

Tenendo conto che c’è stato un giorno lavorativo in più rispetto al giugno dell’anno scorso (di solito vale quasi il 5%), il calo reale si avvicina al 30%. Il consuntivo del primo semestre è chiaramente peggiore: a metà anno sono andate perse mezzo milione di auto, -46,1%. Un quadro preoccupante visto che ormai il lockdown si allontana e pare che i concessionari avessero ancora un portafoglio un buon numero di ordini da smaltire di contratti siglati prima dell’attacco del virus. Qui ci si addentra in un territorio meno scientifico, ma non sono in pochi a sostenere chi i nuovi ordini siano calati quasi del 50%.

Ormai è evidente che poche centinaia di milioni di aiuti, peraltro dati a vetture di ultimissima generazione che in Italia non si possono quasi utilizzare (si sono dimenticati di mettere le colonnine...), non possono bastare, il malato è talmente in pericolo che serve una “terapia intensiva”. Misure che Germania (la situazione tedesca non è neanche paragonabile alla nostra), Francia e, persino, la Spagna hanno già adottato e si sono visti gli effetti (dalle parti di Parigi giugno è tornato positivo). Serve un piano organico che riposizioni l’auto al posto che merita, togliendola dai demagogici attacchi della amministrazioni locali ad anche della politica.

Decisioni come quella di bloccare le Euro 6D a gasolio e accomunare i costruttori di auto ai «venditori di morte», fanno più male della recessione. Se ne farebbe volentieri a meno. È comico che sbandierino le meraviglie e l’efficienza delle auto con la “spina” quella stesse persone che colpevolmente non si sono preoccupate di prevedere i punti di ricarica. Che le vetture elettriche abbiano un domani più radioso di quelle dotate di motore termico è certamente vero. Dobbiamo prendere atto, però, che, per riattivare un mercato di un paese con la situazione economica come l’Italia, bisogna incentivare le Euro 6 benzina e diesel. Vetture al passo dei tempi e tecnologicamente valide.

L’unico modo per riaccendere un settore strategico, svecchiare sul serio il parco circolante ed avere vantaggi enormi in termini di rispetto ambientale e sicurezza. E poi, sembra che i nostri governanti non se ne preoccupino, ma a fine anno perderemo tre miliardi di Iva dal comparto: basterebbe stanziare molto meno per evitarlo. Analizzando i vari canali si nota come quello dei privati, delle famiglie, vada maglio di tutti (-7,7%, molto meglio della media), mentre sono con i freni inchiodati il noleggio (soprattutto “a breve”) e le società. Segno che il conto economico non torna e non ci sono i “risparmi” a cui attingere.

È il momento delle motorizzazioni ecologiche, la ibride sono aumentate a giugno dell’84% (sono arrivate al 13,3 di quota), le elettriche del 53%. Tutte male le alimentazioni tradizionali: -35% il diesel, -28% il benzina, -19% il Gpl, -11% il metano. Fra i marchi soffrono di meno i premium con la Volvo a +12,6% e la Porsche a +8,6, ma anche Bmw (-11%), Audi (-12%) e Mercedes (-12%) molto meglio della madia. Fra i grandi costruttori bene la Ford (-9%) e ottima la performance della Toyota che ha quasi registrato l’andatura dello scorso anno senza disporre ancora del nuovo modello della sua auto regina (la Yaris) che sta per essere lanciato. Ultimo aggiornamento: 06-07-2020 11:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA