Giorgio Ursicino
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di Giorgio Ursicino

308, il numero vincente: il Leone Peugeot torna a ruggire con tecnologia e sportività

308, il numero vincente: il Leone Peugeot torna a ruggire con tecnologia e sportività
di Giorgio Ursicino
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Venerdì 2 Aprile 2021, 12:28 - Ultimo aggiornamento: 6 Aprile, 19:25

Un Leone tutto nuovo. Che ha appena festeggiato i primi 210 anni di vita. Eh sì, l’azienda dei Peugeot ne ha fatta di strada. È sul palcoscenico dell’industria europea da oltre due secoli e produce auto da più di uno. Fu proprio una creatura della famiglia di Sochaux in Borgogna una delle prime carrette fumanti che alla fine dell’Ottocento iniziarono a ravvivare le strade europee. Armand Peugeot montò su un quadriciclo da lui creato il motore a combustione interna faticosamente messo a punto dai tedeschi Daimler e Maybach. Da allora il leone rampate ha sempre suscitato rispetto ed i suoi cuccioli si sono fatti notare per la loro vitalità ed esuberanza. Muoversi e correre è naturale per il re della foresta. Le Peugeot hanno lasciato il segno come “stradiste” (il termine fu coniato proprio dagli uomini del brand) e sono andate a farsi le ossa nell’habitat più difficile, dove il logo sentiva aria di casa.

Le “vettura per l’Africa”, venivano apostrofate le indistruttibili 404 o 504 che circolano con la stessa nonchalance per le raffinate avenue della Ville Lumiere o sulle piste dei deserti e delle savane del continente nero. Più recentemente Carlos Tavares, il condottiero prima di PSA ed ora di Stellantis, ha affilato gli artigli ai suoi molti marchi e Peugeot, oltre agli irrinunciabili valori storici, si è specializzata in tecnologia “raffinata” con un forte retrogusto premium. Quello che ci vuole per andare a rompere le uova nel paniere agli ambizioni costruttori tedeschi. Un leone con la Germania nel cuore, visto che Sochaux è a pochi chilometri dal confine tedesco e la prima Peugeot aveva un cuore fatto con pezzi Daimler. Ora con il decollo di Stellantis il marchio francese è diventato la locomotiva d’Europa per il gruppo italo-francese-americano.

E la casa continua a rinnovare la propria gamma, una delle più giovani in assoluto che ha da poco lanciato la 208, la 2008 ed il restyling della 3008 e 5008 pronte a fare da damigelle a sua maestà 508 che recentemente è stata dotata di due propulsori elettrici, trazione integrale e prestazioni da sballo. L’approccio è la “Power of Choise”, piattaforme che consentono di realizzare nella stessa fabbrica, a costi di utilizzo molto simili (se non uguali), modelli con le alimentazioni più diverse, perfettamente adatti ad una fase come l’attuale di transizione energetica. Le zero emission sono preferibili, ma non tutti ancora sono elettro-compatibili. Ora l’atmosfera si scalda perché sono stati tolti i veli dalla nuova generazione di 308, la vettura baricentro dell’offerta dell’azienda chi si tuffa al centro del mercato europeo.

Una vedette prodotta in oltre 7 milioni di esemplari che nella sua ultima apparizione si è fregiata del prestigioso titolo di “Auto dell’Anno” 2014 (nel 2020 la Peugeot ha fatto il bis con la 208). Power of Choise si allarga, la new 308 sarà la prima vettura ad essere prodotta con alimentazione benzina, diesel, plug-in e full elettrica (in un secondo momento). La vettura esprime con un design moderno e seducente tutto il suo dinamismo. L’aerodinamica è ottima con un Cx di 0,28, i fari anteriori e posteriori sono a Led e lasciano una firma luminosa con i loro graffi notturni. La vettura è più lunga di 11 cm rispetto alla precedente, ora arriva a 4,36 metri grazie al passo di 2,67 metri, 5,5 cm in più di prima. Diminuisce invece l’altezza di 2 cm per rendere la linea più fluida ed ora la 308 si ferma a 144 cm.

Anteriormente la targa è stata abbassata a filo con il bordo inferiore per dare più spazio alla griglia del radiatore diventata più bella e importante per ospitare l’esordio del rinnovato logo dietro il quale si nasconde il radar che supporta i dispositive di assistenza alla guida. Curatissimi i flussi nel posteriore per pettinare l’aria esaltando l’efficienza. Anche il vano di carico cresce, tocca una capacità di 412 litri con 5 persone a bordo che salgono a 1.323 se si reclinano i sedili posteriori. L’abitacolo è un salotto dove troneggia l’ultima interpretazione di i-cockpit, un altra firma Peugeot. Il volante piccolo ospita molti comandi per gestire le principali funzioni e lascia vedere la strumentazione in alto, sullo stesso piano della visibilità esterna.

Di fonte al “pilota” c’è uno schermo da dieci pollici, mentre un altro di uguali dimensioni è al centro della plancia, in posizione leggermente ribassata per lasciare spazio alle bocchette di areazione al livello del viso dei passeggeri. Al massimo livello gli Adas per migliorare la sicurezza a bordo. Il cambio è automatico ad otto marce, su alcune versioni è disponibile anche l’anacronistico manuale a sei rapporti (funziona bene, per carità, ma sinceramente è inutile). Le versioni con la spina sono due, da 225 e 180 cavalli, con un unità elettrica di 110 cv che consente di viaggiare per una sessantina di km senza inquinare. La batteria è agli ioni di litio ed ha una capacità 12,4 kWh. Il ricaricatore monofase da 7,4 kW consente di fare il pieno con la wallbox in meno di due ore. Si può scegliere anche il 3 cilindri benzina 1.2 da 110 o 130 cv, e il 4 cilindri 1.5 diesel da 130 cv, tutti meno potenti e brillanti delle versioni altamente elettrificate.

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