L'Erasmus compie vent'anni, Roma lo festeggia Calendario degli eventi da giovedì a domenica

Mercoledì 23 Maggio 2007
Studenti di Erasmus in Campidoglio (foto Toiati)
di Vincenza de Iudicibus ROMA (22 maggio) - Si terranno a Roma, dal 24 al 27 maggio, i festeggiamenti conclusivi per le celebrazioni del ventennale Erasmus. Una quattro giorni che chiude il ciclo di manifestazioni iniziato a Bologna e Rimini (dal 9 al 12 maggio), e proseguito dal 17 al 20 maggio a Capo Vaticano. Il programma Ecco le iniziative del 20Erasmus@Roma. Giovedì appuntamento alle 18 con "Frequentia Musica" presso il villaggio di villa Celimontana. Prima un concerto poi, alle 23, la festa di accoglienza degli erasmus. Venerdì 25 maggio, alle 9.00, workshop presso gli atenei delle Università. Alle 14:30 l'orchestra "Roma Sinfonietta" propone brani classici di Ennio Morricone e della classica internazionale presso la sala "Spazio'900" (piazza Guglielmo Marconi 26b - Metro "Eur Fermi"). Alle 15:00 Conferenza sul tema "Erasmus: identità sociale europea". Alle 18, di nuovo "Frequentia Musica" a villa Celimontana. Sabato 26 maggio: visita culturale alle 15, alle 18:00 "Frequentia Musica" (villa Celimontana), alle 21:00 Erasmus Van - il bus ESN in viaggio per tutta Europa. Domenica 27 maggio alle 15:00 visita culturale; alle 22:00 "Frequentia Musica", spettacolo finale. Premiazione e consegna degli attestati. Il progetto - Il progetto Erasmus nasce nel 1987 come programma di scambi culturali finanziato dall'Unione Europea per consentire agli studenti universitari di svolgere una parte degli studi in un altro Paese europeo. Dal 1987 la Commissione europea ha iniziato a sostenere un programma di mobilità per i suoi studenti, diventato subito molto popolare. In quello stesso anno l'Unione ha concesso fondi a 3000 studenti. L'Erasmus è stato quindi inserito all'interno del programma generale "Socrates", che interessa trenta Paesi europei. Il suo obiettivo è quello di sviluppare un'Europa delle conoscenze, promuovendo l'apprendimento delle lingue, incoraggiando la mobilità e l'innovazione, con lo scopo di sviluppare una maggiore consapevolezza della cittadinanza europea. Nel 1987 solo undici Paesi parteciparono al programma. Oggi i Paesi coinvolti sono invece trentuno: i ventisette dell'Unione; i tre Paesi del See (Islanda, Norvegia e Liechtenstein), e la Turchia. I numeri - Dal 1987 a oggi più di un milione di studenti ha trascorso un soggiorno all'estero; partecipano al programma più di duemila università. Per il periodo 2000 - 2006, l'Unione Europea ha messo a disposizione 950 milioni di euro, dei quali 750 destinati a sovvenzioni per gli studenti. Gli altri finanziamenti provengono dalle autorità pubbliche dei Paesi partecipanti, dagli atenei e da altre organizzazioni. L'ultima novità è Erasmus Mundus. Nato nel 2004, è un progetto che mira a promuovere l'immagine dell'Unione Europea come centro di apprendimento e che prevede cooperazione e mobilità nell'università. Al centro del progetto ci sono dei master organizzati da un consorzio di almeno tre atenei di tre diversi Paesi europei e diretto a ricercatori, professori e studenti provenienti da Paesi terzi e in possesso di una laurea di primo livello. Il programma sostiene cento Master diretti a cinquemila studenti extra-europei e a quattromila europei. Le prospettive - In vent'anni oltre un milione e mezzo di giovani (173.000 dei quali italiani) ha partecipato al progetto. Una riuscita talmente buona che il presidente del consiglio Romano Prodi, partecipando a Bologna alla cerimonia per il ventennale del progetto, ha lanciato una proposta perché l'Erasmus non sia un'opportunità per pochi. «Per prendere la laurea in qualsiasi università europea dovrebbero essere necessari sei mesi trascorsi in un altro Paese europeo, rendendo obbligatorio per tutti gli studenti - ha suggerito il Premier - il programma Erasmus o con stage lavorativi in azienda nelle pubbliche amministrazioni o nel servizio civile». Non solo. Pensando al programma Erasmus mundus per gli studenti fuori dai confini europei, Prodi ha proposto corsi di laurea e master euromediterranei aperti a studenti e professori dell'area mediterranea, centri di eccellenza dove preparare, in futuro, le nuove classi dirigenti. Obiettivi ambiziosi che richiedono un ripensamento da parte delle istituzioni europee visto che, come ha fatto notare con rammarico Prodi, i fondi per questi programmi sono stati tagliati del 50%. Eppure il progetto merita, non soltanto dal punto di vista educativo. «È un grande segno di libertà »ha commentato l'ex presidente della Commissione Europea Jacques Delors, che nell'aula di Santa Lucia a Bologna ha tenuto una lectio magistralis. «Erasmus - ha aggiunto - è anche la quinta libertà presente in Europa, insieme alla libera circolazione di uomini, capitali, beni e servizi: libertà di dialogo tra studenti e insegnanti».

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