Riccardo De Palo
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Riccardo De Palo

"Violette di marzo" e la trilogia berlinese di Philip Kerr, un autore di noir da riscoprire

Mercoledì 19 Febbraio 2020 di Riccardo De Palo
Philip Kerr
Tra le riscoperte di Fazi, merita un’attenzione particolare Philp Kerr (1956-2018), scrittore di Edimburgo vincitore di tanti premi riservati al genere crime. La sua trilogia berlinese - “Violette di marzo” è stata appena pubblicata nella collana Darkside - è diventata di culto, elogiata da autori come Lee Child e Salman Rushdie.
Il romanzo, ambientato nei giorni immediatamente precedenti alle Olimpiadi di Berlino, deve il titolo a quelle “violette di marzo” così chiamate perché decisero di appoggiare all’ultima ora il partito nazista. La capitale del Terzo Reich cerca di darsi un’apparenza rispettabile, per rassicurare il mondo; ma il Male cova sotto la cenere, ed è tutt’altro che disoccupato. Bernie Gunther, l’iconico detective privato protagonista, è un ex poliziotto della Krimi, che ha chesto il congedo per non essere costretto a sporcarsi le mani. C’è molto lavoro, per lui, nella ricerca di “persone scomparse”; e spesso si tratta di ebrei sulla cui sorte, purtroppo, non possono esserci molti dubbi.

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Gunther è freddo e distaccato: «Dopo avere visto tanti morti sul fronte turco e quando ero alla Kripo, avevo finito per non considerare più i cadaveri come qualcosa di umano», ricorda. Ma le sue battute sono perfide, irresistibili; il suo sprezzo del pericolo è molto prossimo all’incoscienza, e non ha paura di nessuno. Abituato a cavarsela, e a trarre il meglio dalle situazioni più difficili, affronta il caso che gli viene proposto da un ricco industriale, Hermann Six. La figlia Grete e il marito - anche lui nazionalsocialista dell’ultima ora - sono stati uccisi; e la loro casa data alle fiamme. Ma il magnate non sembra tanto interessato a vendicarli, quanto a tornare in possesso di una preziosissima collana di diamanti, che risulta sottratta prima del rogo da una cassaforte. Cosa si cela dietro questa richiesta?

“Violette di marzo” è un grandissimo noir, e insieme un eccellente romanzo storico; con perle di umorismo (anch’esso nero) intessute con sapienza nell’intreccio. Un omaggio di Kerr al suo idolo, Raymond Chandler, e al genere “hardboiled” che proprio negli anni  Venti e Trenta andavano per la maggiore. Lo stesso Hermann Göring, che convoca Gunther per incaricarlo a sua volta di un’indagine, chiede al protagonista se lo abbia mai letto: «Le porterò l’edizione tedesca di Red Harvest. Le piacerà».

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Nessuno era riuscito a raccontare così bene e con tanta ricerca storica la Berlino dell’epoca, che appare al protagonista come «una grande casa infestata dai fantasmi, piena di angoli bui, lugubre scale, sinistre cantine, stanze chiuse a chiave e la soffitta zeppa di poltergeist in libertà, che scagliano libri, sbattono porte, spaccano vetri, urlano nella notte, spaventando a tal punto i proprietari da indurli, talvolta, a vendere tutto e andarsene».

  Ultimo aggiornamento: 15:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA