Laura Bogliolo
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Laura Bogliolo

Lettera aperta di un papà a Raggi

Venerdì 8 Novembre 2019 di laura bogliolo
Come può far credere al figlio che tutto sia superabile, se non riesce a raggiungere la scuola sulla carrozzina? Daniele ha 11 anni, è in prima media e frequenta l'Istituto Comprensivo Statale Largo Cocconi, a Centocelle. "Il marciapiede è devastato da buche e l'asfalto è sollevato dalle radici degli alberi - racconta Massimo Amico, 48 anni, il papà - Daniele così non può raggiungere la scuola sulla sua sedia a rotelle, ma dobbiamo accompagnarlo in macchina e i posti riservati ai disabili sono sempre occupati da chi non ne ha diritto".

Massimo, stanco della situazione, ha scritto una lettera aperta alla sindaca Virginia Raggi, in un post su Facebook che è diventato virale. "Cara Virginia, sono il papà di Daniele, un bambino affetto da paraparesi spastica ascendente, ha iniziato le scuole medie. Mia moglie ed io in questi 11 anni abbiamo fatto di tutto per far integrare Daniele in qualsiasi contesto sociale, adesso è arrivato il momento di renderlo per quanto possibile autonomo anche se a breve sarà lui stesso a chiedercelo. Allora le chiedo: perché siamo così indietro con l’abbattimento delle barriere architettoniche? Perché siamo indietro con la manutenzione delle strade, dei marciapiedi, degli scivoli e delle banchine di attesa dei bus?”.

“La politica non mi interessa - spiega Massimo al Messaggero - vorrei solo che una città come Roma fosse accogliente con questi ragazzi. Due anni fa - dice - siamo stati in Sicilia dove ci sono paesi che sono più attrezzati di Roma dal punto di vista dell'abbattimento delle barriere architettoniche". Massimo nella lettera fa un appello a Raggi: "Ci aiuti a far sentire Daniele e i ragazzi come lui liberi di decidere di vivere la loro città senza alcuna difficoltà, li aiuti a far sentire questi ragazzi non diversamente abili, ma diversamente superabili". Per Daniele ogni cosa è impossibile a Roma. "Le barriere architettoniche sono ovunque" dice il padre. E quando ogni mattina viene accompagnato a scuola le difficoltà sono tantissime: "Dobbiamo metterci in seconda fila perché i parcheggi per invalidi sono sempre occupati da chi non ne ha diritto, i vigili spesso invece di comprendere la situazioni ci intimano di spostarci altrimenti ci fanno la multa”.

“Trovo assurdo che il Municipio non abbia priorità nella manutenzione di strade che portano a scuole” il commento di Alessandro Moricone, ex consigliere e residente storico. Massimo racconta le difficoltà anche a causa della burocrazia: “Se viene riconosciuta l'invalidità, tutte le altre richieste dovrebbero essere automatiche, invece si devono fare tantissime pratiche per ottenere una sedie a rotelle e solo per caso abbiamo saputo che la Regione mette a disposizione un sussidio di disabilità gravissima. Da sei mesi, inoltre, abbiamo richiesto l'assistenza domiciliare, ma ci hanno detto che i tempi sono lunghissimi e ci hanno fornito il nome di un'associazione che presta lo stesso servizio, ma parte delle ore sono a pagamento”.

E' passato più di un mese e nessuno ha contattato papà Massimo.


Ultimo aggiornamento: 19:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA