Luca Cifoni
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Luca Cifoni

Chi ricorda l'Ape volontario? Lo usano solo 4.850 persone

Lunedì 10 Dicembre 2018
Il reddito di cittadinanza e la nuova forma di pensione anticipata nota come "quota 100" sono ormai da mesi oggetto di dibattito accanito, anche se non esiste ancora un testo che ne chiarisca applicazione e dettagli (dovrebbe apparire nei prossimi giorni). Data la portata di queste misure, sicuramente se ne continuerà a parlare ampiamente anche dopo: è un fatto però che a volte nel nostro Paese l'interesse per un provvedimento sia maggiore nella fase di discussione e preparazione che in quella operativa.

Ad esempio, nel 2016 si dibatteva forse con altrettanta intensità di anticipo pensionistico. Una misura che si è poi sdoppiata in Ape volontario e Ape sociale: il primo un prestito erogato dalle banche in vista della pensione, il secondo un sussidio garantito dallo Stato sempre in una fase transitoria e riservato a particolari categorie "deboli". Le norme inserite nella legge di Bilancio sono poi entrate concretamente in vigore con ritardo, per una serie di complicazioni pratiche e amministrative. Nel complesso hanno avuto un impatto limitato.

Come riepilogato nel recente Rendiconto sociale dell'Inps, l'Ape sociale ha fatto registrare (fino al 15 luglio 2018) 33.623 domande accolte a fronte di 44.332 respinte (per mancanza di requisiti), mentre altre 9.569 al momento della verifica erano ancora in istruttoria. Rispetto alle risorse finanziarie disponibili, sono avanzate alcune centinaia di milioni. Quanto all'Ape volontario, le domande per farsi certificare il diritto dall'Inps sono state 26.145 fino al 3 agosto, ma poi solo 4.850 persone hanno effettivamente perfezionato il prestito Ultimo aggiornamento: 16:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA