Morta Bloody Mary, la tartaruga marina ferita da un fucile subacqueo a Messina

Bloody Mary la grande tartaruga marina uccisa sparata da un fucile subacqueo (immag pubbl da Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone su fb)
di Remo Sabatini
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Alla fine non ce l'ha fatta. Nonostante le cure ricevute, Bloody Mary, la grande tartaruga marina, è morta. La triste storia di questo splendido esemplare era iniziata l'8 marzo scorso dopo che un sub, durante una immersione, l'aveva notata sul fondale delle acque che bagnano Giardini Naxos, nel Messinese. Così, una volta recuperata ancora viva, tramite la locale Capitaneria di Porto era stato allertato il Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone. A quel punto, Filippo Armonio e Tania, del Centro di Recupero, si erano resi conto immediatamente della gravità delle ferite evidenziate da una frattura sul carapace e uno strano foro sul collo.

Ferite che avevano di fatto cancellato l'iniziale potesi di un incidente con un'elica e che avrebbero consigliato il trasferimento della tartaruga presso l'università di Bari. Lì, sarebbe stata seguita dal Prof Di Bello per ulteriori cure e accertamenti che però non avrebbero dato l'esito sperato. «Purtroppo Bloody Mary non ce l'ha fatta, ha scritto poco fa in un comunicato affidato ai social il Centro di Recupero di Brancaleone. La notizia ci è stata comunicata dal Prof Di Bello dell'Università di Bari dove era stata trasferita. Probabile choc settico oppure endotossicosi le cause che hanno ucciso la tartaruga che presentava, oltre ad una frattura sul carapace, un buco al collo». La tragica vicenda che ha significato la morte di Bloody Mary non è purtroppo un caso isolato. Pochi giorni prima infatti, un altro esemplare di Caretta caretta era stato rinvenuto morto sulla spiaggia di Catona, località in provincia di Reggio Calabria. Sul collo, anche in quel caso, era stato trovato un foro.

Lunedì 15 Marzo 2021, 16:15
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