Strage di pecore in Alto Adige, ma non sono stati i lupi

Mercoledì 31 Ottobre 2018 di Remo Sabatini
Due delle oltre 25 pecore assalite in Alto Adige. (foto Adige.it)

Erano state trovate in 27. Morte. Sbranate dai lupi, si era detto. Invece no.
I fatti risalgono ai primi di ottobre. Siamo a Silandro, paesino tirolese nei pressi di Bolzano, in Alto Adige, quando vengono ritrovate ben ventisette pecore uccise. Alcune sembrano essere state mangiate, seppure parzialmente, altre sventrate. Altre ancora, uccise o finite nei dirupi, in preda al panico.
L'eclatante episodio, neanche a dirlo, ha una eco enorme che risuona in tutta la vallata.
D'altronde, un branco di lupi sanguinari che aggredisce un gregge, sterminandolo in buona parte, era qualcosa che non si vedeva da tempo immemore.
Così, subito, si diffonde il panico. Con gli allevatori che, prima, tenevano d'occhio gli animali con binocoli ad infrarossi e che, adesso preferiscono ricoverare gli animali nelle ore notturne perchè, quella valle e quel territorio, non sono più sicuri.
Poche, allora, le voci discordanti su quanto accaduto. E se la strage, non fosse opera del lupo? E se non sono stati i lupi, chi è stato?
La risposta è di queste ore e ribalta completamente la tesi dei primi, drammatici momenti seguiti alla scoperta della strage. A rendere nota la verità, l'Ufficio caccia e pesca territoriale.
Ad uccidere le pecore non sono stai i lupi ma i cani.
Il test genetico, infatti, tenuto sul cadavere di una vittima da parte dell'Istituto Zooprofilattico di Bolzano, non  lascia dubbi.
Gli animali, probabilmente inselvatichiti ed in preda alla fame o alla rivendicazione del territorio, avrebbero attaccato il gregge incustodito seminando il terrore nelle povere pecore.
Quello dei cani che vivono allo stato selvatico, è un problema che interessa molte Regioni del Paese.
Spesso protagonisti di attacchi al bestiame (incustodito) i cani, non sembrano temere la condivisione del territorio con i lupi nè con l'uomo.

 

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