Gli squali bianchi divorano la balena morta, le spettacolari immagini riprese dagli studiosi

Venerdì 3 Luglio 2020 di Remo Sabatini
Un grande squalo bianco amichevole intorno alla barca dello studioso Keith Poe del Marine Conservation Science Institute. (immagine pubbl da Keith Poe su Fb)

Le immagini sono drammatiche e spettacolari. Documentano il banchetto di ben sette grandi squali bianchi ai danni di una balenottera comune morta rinvenuta al largo dell'isola Catalina, ai confini con il Messico. A riprenderle, lo studioso di squali Keith Poe del Marine Conservation Science Institute che, non appena informato del raro evento che stava andando in scena nelle acque dell'oceano, non si è fatto pregare riuscendo a coprire centinaia di miglia in men che non si dica pur di poter osservare da vicino e studiare il raro banchetto. «Sono stato con la balena e gli squali per tantissimo tempo, ci ha spiegato Poe raggiunto al telefono, e lo spettacolo, anche stavolta, è stato incredibile».

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Non è la prima volta infatti, che Poe vede gli squali bianchi all'opera mentre si ingozzano a più non posso del grasso di balene morte che trovano sulla loro strada. D'altronde, da 26 anni, il suo lavoro è proprio quello di identificare gli esemplari e, quando possibile taggarli, così da poter essere successivamente riconoscibili. "Intorno alla povera balena c'erano sette squali bianchi lunghi da tre a quasi cinque metri. Uno di loro in particolare, ha trascorso molto tempo a mangiare mentre un altro aveva un segnale acustico evidentemente impiantato da un ricercatore". Gli squali bianchi, instancabili nuotatori per natura, adorano il grasso di balena. Alimento ricchissimo, gli permette di coprire distanze incredibili come accaduto alla femmina di squalo bianco chiamata Nicole che, anni fa, dal Sudafrica raggiunse l'Australia per poi tornare al punto di partenza. Un viaggio documentato per la prima volta e talmente sensazionale che l'avrebbe fatta finire, suo malgrado, sul Guinnes dei Primati del mondo animale. Gli esemplari più grossi, come illustrato dall'immagine di repertorio di Keith, si sono dimostrati i più amichevoli. Con la pancia piena e in preda a quella specie di trance che ne consegue, si sono fatti tranquillamente toccare e accarezzare sul muso ogni qualvolta si avvicinavano alla barca. Curiosi, gli squali bianchi tendono ad osservare da vicino barche e natanti, occupanti compresi. Poi, mentre il banchetto continuava, qualche particolare.
 

«Due delle femmine più grandi sembravano combattere tra loro». Atteggiamento, quest'ultimo, tipico degli esemplari che rivendicano forza e misure contro quelli che ritengono inferiori. "Mentre un altro, ricorda Poe, presentava i segni di un brutto e profondo morso sulla testa con lacerazioni intorno ad un occhio". Tutti elementi fondamentali per chi, come Poe e l'istituto con il quale lavora, studia questi incredibili predatori. Riconoscere un esemplare che domani potrebbe trovarsi in chissà quale altra parte del mondo, aiuta a capire l'eterno peregrinare degli squali bianchi. Predatori per antonomasia, a rischio estinzione dei quali, però, si sa ancora troppo poco. Così, dopo aver documentato il pasto degli squali, Poe ha ripreso il mare. "Ho percorso oltre 300 miglia in otto giorni, ha concluso, dei quali gli ultimi tre dedicati agli squali mako". Insomma, anche per Poe, una vera abbuffata: di squali.

Ultimo aggiornamento: 23:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA