Rivincita verde, crescono in Italia vegetariani e vegani

Venerdì 15 Maggio 2020 di Alessandra Iannello

L’8,9% degli italiani mangia “verde”. Di questi il 6,7% è vegetariano mentre il 2,2% vegano. Secondo il 32esimo rapporto Eurispes, vegetariani e vegani sono in aumento rispetto agli scorsi due anni quando la percentuale era rispettivamente del 7,1% e del 7,3%. Tra le motivazioni alla base della scelta soprattutto la salute, il benessere (23,2%) e l'amore e il rispetto nei confronti del mondo animale (22,2%).

Dieta vegetariana, un uomo su dieci mangia solo verde

La chiave di volta di questo cresciuto interesse nell’alimentazione (e non solo) vegana viene anche dalla consapevolezza che questo stile dietetico non preservi solo l’ambiente e salvaguardi gli animali, ma sia la scelta giusto per il benessere individuale. «Le proteine necessarie alla vita – spiega il medico nutrizionista Silvia Goggi - non provengono dagli animali ma dai vegetali. Sono infatti i vegetali gli unici organismi che riescono, grazie a dei batteri presenti nel terreno, a fissare l’azoto nelle molecole organiche basi della vita sul nostro Pianeta, gli aminoacidi appunto. Quindi tutte le proteine che ritroviamo nei derivati animali provengono in origine sempre dai vegetali». Viene smontata così la convinzione che le proteine si trovino solo nei piatti a base di carne, uova o pesce. Anche se un grande freno al passaggio al regime alimentare vegano è da sempre la carenza di vitamina B12 che si svilupperebbe nelle persone che si nutrono solo con i frutti della terra. «Anche la B12 – continua Goggi – non è prodotta dagli animali. Gli animali, così come succede per altri nutrienti, si limitano aconcentrare nelle loro carni questa vitamina prodotta dai batteri presenti nel terreno. Purtroppo, questo ciclo naturale non avviene negli animali allevati intensivamente e così i loro mangimi vengono integrati con B12 di sintesi. Questo significa che, anche mangiando carne si sta introducendo comunque B12 sotto forma di integratore». 

Bisogna aver chiaro che la mancanza di alimenti non significa mancanza di nutrienti. Infatti, cereali, frutta secca, semi oleosi, verdure e frutta contengono tutto ciò che ci occorre per vivere in salute (eccezion fatta per la vitamina B12). Questo vale a partire dai bambini agli anziani, dagli sportivi ai sedentari e in qualsiasi momento della vita come, per esempio la gravidanza o l’allattamento e in qualsiasi condizione di salute. In particolare, l’alimentazione vegetale protegge da una serie di patologie come l’ipertensione arteriosa, l’ipercolosterolemia, il diabete mellito di tipo2, le malattie cardiovascolari e previene sovrappeso e obesità. «Il pattern alimentare vegano – prosegue Goggi – è indicato a tutti, ma prima di passare dall’alimentazione onnivora a quella vegana è bene analizzare cosa si mette quotidianamente nel proprio piatto. Se mangio cereali integrali 3 volte al giorno, legumi almeno una volta a pranzo o a cena, verdure e frutta in tutti i pasti, frutta secca e semi oleosi come spuntino non ci sono problemi a passare a una dieta vegana. A ben vedere questi sono i principi della Dieta Mediterranea originale. Chi mangia abitualmente cibianimali a pranzo e cena deve invece prima di tutto conoscere che esistono altri gruppi alimentari vegetali che avrebbe già dovuto consumare in abbondanza. Per loro il mio consiglio è quello di aggiungerli piano piano così che sostituiscono gli altri». Ed è proprio con l’intento di divulgare informazioni corrette circa l’alimentazione green che nasce la Settimana Veg.

Organizzata da Essere Animali e giunta alla sua settima edizione, quest’anno vede coinvolte oltre 13mila persone che si sono iscritte sulla piattaforma www.settimanaveg.it e che seguiranno incontri e tutorial online su come mangiare vegano. Fra le iniziative della settimana anche un ricettario, scaricabile gratuitamente, redatto dal duo di foodblogger di Elefante Veg con indicazioni sui gruppi di alimenti, su come organizzare una dispensa o come pianificare i pasti della giornata. «La scelta vegana – dice Goggi – è ottimale per la salute. Le fibre, l’assenza di colesterolo, la sazietà senza avere troppe calorie, la quantità di antiossidanti, le sostanze fitochimiche protettive possono solo essere benefiche per l’organismo. Nei derivati animali ci sono troppe sostanze pericolose. Per esempio, nei pesci, considerati salutari, si ritrovano il mercurio, le microplastiche e la diossina».

Ultimo aggiornamento: 15:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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