Reti Killer: centinaia di squali trovati morti nella "rete fantasma". La macabra scoperta di un sub ai Caraibi

Venerdì 20 Dicembre 2019 di Remo Sabatini
Centinaia di squali trovati morti nella

Centinaia di squali morti per una rete fantasma. Le reti da pesca abbandonate uccidono. Spesso ben più di quelle operative utilizzate dai pescherecci nelle normali fasi della pesca commerciale. Fuori controllo, "manovrate" dalla corrente e dalle maree, finscono per diventare un pericolo costante per le creature marine che ne rimangono intrappolate. Le "reti fantasma", come vengono chiamate in gergo, non fanno distinzione alcuna.

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Qualsiasi cosa capiti loro a tiro, finisce ammagliata senza via di scampo. Se n'è accorto Dominick Martin-mayes, istruttore subacqueo alle isole Cayman, ai Caraibi, che, durante una delle sue uscite in mare, si è imbattuto in una di esse. Enorme, seppure pressochè invisibile dalla superficie, quella gigantesca rete abbandonata sembrava seguire il moto delle onde mentre, come avrebbe documentato subito dopo l'immersione, continuava a pescare. Una volta sott'acqua infatti, Dominick aveva visto con i suoi occhi quanto possono essere distruttive le reti lasciate in mare.
 

Tra le maglie, oltre ad una moltitudine di piccoli pesci, quella rete aveva intrappolato anche centinaia di squali che, ormai senza vita, sembravano appesi come squallide palline di un macabro albero della morte. La rete killer scoperta ai Caraibi è soltanto una delle milioni che, ogni anno, vengono "dimenticate" o perse in mare dai pescherecci nelle acque di tutto il mondo, anche nel nostro Mediterraneo.

In un recente studio condotto dall'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale che aveva interessato un'area marina dell'Alto Adriatico, era stato evidenziato come quasi due terzi del materiale plastico recuperato, fosse riconducibile alle attività marittime.

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