Strage al Parco Nazionale di Virunga, uccisi 13 ranger che proteggevano i gorilla.

Lunedì 27 Aprile 2020 di Remo Sabatini
Un gorilla di montagna nella immagine di Federica Simeoli per gentile concessione

E' stata una strage senza precedenti. Così, le autorità del Virunga National Park, il Parco Nazionale della Repubblica Democratica del Congo noto per la presenza dei gorilla di montagna, hanno commentato il drammatico episodio che ha visto la morte di 13 ranger del parco massacrati insieme ad alcuni civili durante un'imboscata. La strage, stando alle indagini  che sono ancora in corso, è avvenuta venerdì mattina quando i ranger, che facevano rientro al parco, si sono trovati coinvolti nell'attacco ad un veicolo civile da parte di un gruppo armato nei pressi di Rumangabo, un villaggio poco distante dal quartier generale del parco. A finire sotto i colpi degli assalitori, oltre ai ranger, alcuni civili. Il Virunga National Park è un'area naturale protetta e rappresenta il più antico parco nazionale africano. Fondato nel 1925, è noto in tutto il mondo per la presenza dei gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei) i primati cui la zoologa Dian Fossey, dedicò la sua vita e gli studi sul campo, fino alla sua tragica morte, avvenuta per mano dei bracconieri il 26 dicembre del 1985 in Ruanda. Da anni, guerra civile e bracconaggio, continuano a minare un territorio enorme difeso strenuamente dai ranger. "E' stata una giornata devastante per Il Virunga National Park", hanno commentato le autorità del parco in un comunicato ufficiale. E poi, "Senza l'impegno di questi uomini e di queste donne, Virunga non esisterebbe. Siamo vicini alle famiglie di tutti i caduti e ringraziamo tutti per l'amore e la vicinanza che ci hanno dimostrato in questo periodo straziante. Un amore che ci commuove e incoraggia ad andare avanti".

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