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Kiska, l'orca dell'acquario rimasta sola, prende a testate la vasca per tentare di fuggire

Kiska, l'orca rimasta sola, cerca di fuggire dalla vasca. (Immag e filmato diffusi da Breaking MarineLand su Fb)
di Remo Sabatini
3 Minuti di Lettura
Sabato 25 Giugno 2022, 15:45

Il fragore è assordante. Provocato dalle potenti testate contro le pareti di vetro della vasca, racconta una storia triste fatta di solitudine e privazioni che sembrano non dover finire mai. Protagonista di questa vicenda, iniziata tantissimi anni fa, è Kiska. Kiska è un'orca. Femmina, è detenuta a Marineland Ontario, il parco marino canadese che la ospita da 43 anni. A riposo, non partecipa più agli spettacoli da tempo, Kiska è sola e annoiata. Tanto che, come documentato dalle drammatiche immagini diffuse sui social da Breaking MarineLand, come fosse una sorta di pesce rosso gigante costretto in una boccia di vetro, trascorre le sue giornate girando in tondo come una pazza in quella che più che una piscina sembra una tinozza. Ogni tanto, però, Kiska si ingegna e nonostante la pinna floscia e i denti ormai consumati dal continuo rosicchiare i bordi della piscina, capita che prenda a testate le pareti della vasca, come accaduto un paio di anni fa, oppure che se la prenda con le barriere d'acciaio del cancello sottomarino, come ha fatto lo scorso anno. Una specie di consuetudine che, oltre a ferirla fisicamente, la sta spegnendo nello spirito.

E allora ecco l'ultima trovata che, filmata pochi giorni fa, la vede tornare di nuovo alla carica e prendersela nuovamente con quel vetro maledetto che proprio non ne vuole sapere di cedere e che comunque non la porterebbe da nessuna parte. Che sia un modo per chiedere aiuto? Esperti e animalisti ne sono convinti. Le orche, infatti, sono animali sociali capaci di percorrere centinaia di chilometri al giorno. Anche e soprattutto per questo, la detenzione che sta subendo la povera orca ormai sola dal 2011, appare una condizione inaccettabile e crudele.

La storia

La triste storia di Kiska era iniziata nel lontano 1979 quando, catturata al largo dell'Islanda, era stata venduta a Marineland Ontario. Il suo compagno, Kandu, è morto nel 2005 e, come ribadito, non vede un altro esemplare della sua specie da oltre 10 anni. Nel corso della sua detenzione, Kiska è stata anche mamma. Dei suoi 5 piccoli, tutti morti prematuramente, soltanto Hudson era riuscito a vivere circa 6 anni. Oggi, sola e triste, Kiska non vocalizza neanche più. Anzi, capita spesso di trovarla immobile con lo sguardo perso nel vuoto. Forse sta cercando qualcosa o qualcuno che, ormai perduto, vive soltanto nei suoi pensieri. 

 

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