Long'uro, l'elefantino orfano mutilato dalle iene e finito nel pozzo: ora ha una nuova mamma

Long'uro, l'elefantino mutilato e orfano salvato da morte certa (immag diffuse da Reteti Elephant Sanctuary Community United for Elephants sui social)
di Remo Sabatini
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Martedì 19 Aprile 2022, 15:52

"Ogni salvataggio è difficile ma quello avvenuto in questo caso, è stato diverso da qualsiasi altro ci fosse capitato". A ricordare l'incredibile intervento per salvare la vita ad un elefantino, è un portavoce del Reteti Elephant Sanctuary, il santuario che si occupa della salvaguardia degli elefanti a Samburu East, in Kenya. Sì perché sul lieto fine di questa storia, avrebbero scommesso in pochi. Tutto era iniziato quando, nella tarda notte del 18 aprile di due anni fa, il Reteti riceve una richiesta di aiuto: "Un piccolo elefantino, gravemente ferito e abbandonato, è caduto in un pozzo". I soccorsi scattano immediatamente. L'area dove si trova il piccolo è quella di Loisaba e bisogna far presto prima che sia troppo tardi. Una volta sul posto, I veterinari del Kenya Wildlife Service e del Reteti Sanctuary, si accorgono che c'è dell'altro. Qualcuno, probabilmente una iena, ha aggredito il piccolo mutilandolo quasi del tutto della proboscide. Una ferita gravissima che potrebbe dissanguarlo nel giro di poche ore. La situazione appare subito drammatica. Tanto che, una volta recuperato, si fa strada persino l'ipotesi dell'eutanasia. "Non potevamo permetterlo", ricorda il team del Santuario intervenuto sul posto. Così, le cure iniziano immediatamente.

Fortunatamente il piccolo orfano che piange terrorizzato, sembra reagire bene. "Il cucciolo, di circa un mese d'età, nonostante fosse spaventato  e continuasse a chiamare la madre, aveva iniziato a lottare per la vita ben prima che arrivasse qui da noi". A quel punto, con i medici che decidono di dargli un'altra possibilità, all'elefantino viene dato un nome. Long'uro, questo il nome scelto che nel dialetto locale suona più o meno così: "qualcosa che è stato tagliato a Samburu". Le cure, incessanti, sembrano funzionare ma, ora, l'orfanello, ha bisogno di qualcosa in più. "Il piccolo, ricordano al Santuario, sembrava avere disperato bisogno d'amore e tenerezza".

La grave mutilazione subita, infatti, non era ancora stata recepita dal cervello dell'elefantino che continuava a comportarsi come avesse ancora la proboscide. Tanto che i dolorosi urti, non si contavano più. E allora ecco arrivare Mary. Mary Lengees, una veterana del santuario, si sarebbe presa cura di lui. E così è stato. "Mary, ha dovuto affrontare una sfida tremenda. Il piccolo aveva bisogno del suo amore ma aveva paura del contatto perché gli procurava dolore". Dolore e paure che, anche grazie alle operazioni chirurgiche, sarebbero perso stati dimenticati. "Mary è riuscita ad instaurare un legame speciale con l'elefantino". Un legame che, come documentato dalle immagini diffuse dal Reteti, condividono ancora oggi. Ha dedicato la sua vita a Long'uro prendendosene cura come fosse suo figlio. "È divenuta sua madre e parte integrante del suo viaggio che proseguirà, fortunatamente, ancora a lungo".

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