Kenya, lo spettacolare salvataggio delle giraffe prigioniere sull'isola da 15 mesi

Kenya, lo spettacolare salvataggio delle giraffe prigioniere sull'isola da 15 mesi
di Antonio Calitri
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Mercoledì 14 Aprile 2021, 07:31 - Ultimo aggiornamento: 07:44

Dopo 15 mesi di intenso lavoro, l'intera comunità di giraffe di Rothschild rimasta intrappolata su un'isola formatasi per l'innalzamento delle acque del lago Baringo, in Kenya, è stata trasferita su zattere nella riserva nuova Ruko Community Wildlife Conservancy, gestita dalla no-profit texana Save Giraffes Now. E stanno facendo il giro del mondo le immagini dell'ultimo salvataggio di una mamma giraffa, Ngarikoni e di sua figlia Noelle, nata pochi mesi fa e trasferite senza mostrare disagio su una zattera che le ha condotte alla loro nuova casa protetta e controllata. E così dopo 15 mesi tra progettazione e trasferimenti, le nove giraffe nubiana la cui popolazione è ridotta ad appena 800 sono tutte in salvo. Un'operazione straordinaria per gli addetti ai lavori e per chi conosce le giraffe e la loro diffidenza verso l'uomo. Operazione che invece è riuscita benissimo e si conclusa lunedì, con quello che era considerato il trasporto più delicato della più piccola della comunità.

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LA RICOSTRUZIONE
Questo gruppo, come ogni inverno, spinto dalla ricerca di cibo si era spostato su una isola sulle sponde del lago Baringo. Lo scorso gennaio però, a causa delle forti precipitazioni, la parte collegata al resto del territorio è stata inondata e la zona si è trasformata in un'isola, sempre più piccola che rischiava di essere completamente sommersa. Con il susseguirsi dei mesi, il cibo è incominciato a scarseggiare e le giraffe si sono potute alimentare solo grazie ai rangers che portavano quotidianamente del cibo. Con gli spazi sempre più stretti però, la situazione era diventata insostenibile e il rischio che gli animali si potessero ammalare incombeva. Così la onlus Save Giraffes Now ha incominciato a lavorare a un progetto per trasferire le giraffe nella loro riserva. Soltanto che le giraffe sono animali molto diffidenti e timidi. Per questo bisognava pensare a qualcosa di straordinario per riuscirci. David O'Connor, presidente di Save Giraffes Now ha spiegato in una nota che «c'era una grande urgenza per completare questo salvataggio. E con le giraffe che stanno subendo un'estinzione silenziosa, ogni esemplare che possiamo proteggere conta, rendendo questo salvataggio un passo importante per sostenere la sopravvivenza di questa specie». Poi O'Connors ha elencato le varie tappe dell'operazione, «il primo audace salvataggio è avvenuto nel dicembre 2020 e ha salvato una giraffa nubiana di nome Asiwa. Poi due femmine giovani, Susan e Pasaka, sono state salvate settimane dopo e le quattro femmine adulte rimanenti, Ngarikoni, Nalangu, Awala e Nasieku, e un maschio adulto, Lbarnnoti, sono stati spostati quest'anno». Per trasferirle, l'associazione ha progettato la GiRift, una zattera realizzata con 60 fusti, rinforzata ai lati e trasportata da una barca. Poi quelli dell'associazione hanno piazzato per mesi del cibo di cui le giraffe vanno ghiotte, come foglie di acacia, baccelli di semi e mango, vicino all'imbarcazione e fin dentro in maniera da attirare le giraffe. Quando la prima ha superato le diffidenza ed è entrata senza agitarsi, l'imbarcazione è stata chiusa per evitare che sfuggisse e si è incominciata a muovere lentamente verso la riserva. E così via via e senza fretta per tutte le altre, man mano che volontariamente salivano sull'imbarcazione. Due giorni fa finalmente si convinta la coppia mamma e figlia che ha permesso di completare l'operazione. «Un progetto innovativo» per O'Connor, «che non ha salvato solo queste giraffe, ma segna anche la loro reintroduzione sulla terraferma per la prima volta in 70 anni». Adesso tutte le 9 giraffe, avranno un'area di circa 1800 ettari tutta per loro all'interno della Ruko Conservancy di dieci volte più grande dove potranno vivere e riprodursi.

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