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Gadhimai, il festival degli orrori: 200mila animali sacrificati a colpi di machete

Gadhimai, il festival degli orrori: 200mila animali sacrificati a colpi di machete
di Remo Sabatini
2 Minuti di Lettura
Venerdì 6 Dicembre 2019, 17:56 - Ultimo aggiornamento: 18:00

Quello che accade al Festival Gadhimai, la celebrazione rituale che si tiene ogni cinque anni nel villaggio nepalese di Bariyarpur, ai confini con l'India, è difficile anche soltanto da immaginare. Un vero e proprio bagno di sangue dove, gli animali, radunati per l'occasione a decine di migliaia, sono uccisi a colpi di machete di fronte alla folla in preda all'eccitazione.

L'atmosfera della tre giorni del festival, è irreale. Il luccichio dei grossi coltelli affilati per l'occasione con i gemiti e le urla disperate degli animali che, di volta in volta, vengono sacrificati, mescolati alle litanie di canti e preghiere sollecitati dagli sciamani, lasciano senza parole. Come si fosse sbalzati indietro nel tempo, durante quei tre, lunghissimi giorni, tutto sembra fermarsi, tranne le uccisioni. Lente e dolorose, quelle proseguono e saranno sopportate da bufale, pecore, capre, polli, piccioni e addirittura ratti.
 

 

La morte, soprattutto per gli animali più grossi, spesso arriva dopo interminabili minuti dovuti ai colpi maldestri dell'uccisore di turno. Come illustrato tragicamente dai filmati ripresi e diffusi da Animal Equality, l'organizzazione non governativa internazionale per i diritti animali, nel corso della scorsa edizione del 2014. Così, nonostante le proteste internazionali che, ad opera di associazioni e gente comune, continuano ad essere inviate in quel Paese nella speranza di cancellare il festival, anche quest'anno la strage si è ripetuta. Conclusasi in queste ore, ha visto il solito, tremendo spargimento di sangue e migliaia e migliaia di vittime animali sacrificate. Quasi duecentomila, è stato calcolato, per ogni edizione. 

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