Delfini morti in Toscana, trovati altri due esemplari: sono 40 dall'inizio dell'anno

Domenica 11 Agosto 2019

Moria di delfini in Toscana, dove oggi sono stati segnalati altri due esemplari morti. Solo ieri, un altro delfino era stato trovato senza vita. I due delfini rinvenuti sono stati individuati al largo di Viareggio, come rende noto l'agenzia regionale Arpat. Ieri in Versilia (Lucca), sulla spiaggia della Lecciona, il ritrovamento precedente. Da inizio dell'anno salgono così a 40 i delfini deceduti in Toscana.

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Solo pochi giorni fa, l'esito delle analisi condotte dall'unità operativa Toscana nord dell'Istituto zooprofilattico sperimentale Lazio e Toscana sugli organi prelevati dagli esemplari spiaggiati: sarebbe il Morbillivirus la causa dei numerosi decessi dei delfini trovati spiaggiati lungo le coste toscane nel corso degli ultimi mesi.

In tutti, si legge, è stata riscontrata «una importante positività per il Morbillivirus dei cetacei (CeMv). Le indagini istologiche ed in parte quelle batteriologiche risultano ancora in corso ma i dati preliminari sembrerebbero confermare il sospetto diagnostico per CeMv. In Toscana già nel 2013, e ancora nel 2016, si è assistito ad importanti epidemie di tale virosi tra i cetacei, che però hanno interessato principalmente la specie Stenella striata».

La relazione conclude ricordando che «ulteriori indagini di epidemiologia molecolare, per stabilire una eventuale correlazione tra le epidemie del 2013 e del 2016, sono in corso sugli stipiti virali isolati». Per l'assessore toscano all'ambiente Federica Fratoni, «è una risposta che in qualche modo ci aspettavamo, ma che non può certo rallegrarci visto che nel 2013 il Morbillivirus CeMv causò la morte di molti delfini. Si tratta di un virus pericoloso esclusivamente per i cetacei, che i delfini si trasmettono attraverso il contatto fisico. Dunque al momento non sembrano esserci pericoli ambientali». «Attendiamo l'esito della altre quattro autopsie effettuate - conclude l'assessore - e delle analisi ecotossicologiche portate avanti dall'Università di Siena su richiesta della Regione Toscana, ma le analisi del primo gruppo non lasciano spazio a molti dubbi».
 

Ultimo aggiornamento: 16:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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