Usa, anche i cervi dalla coda bianca hanno il Covid: «Vasta diffusione negli animali selvatici»

Usa, anche i cervi dalla coda bianca hanno il Covid: «Vasta diffusione negli animali selvatici»
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Mercoledì 4 Agosto 2021, 16:04 - Ultimo aggiornamento: 16:05

Sebbene ci sia incertezza sull'origine esatta del Covid, un'indondazione dell'agente patogeno dagli animali agli esseri umani ne è probabilmente la causa. E si parla di pipistrelli, ma nulla è ancora certo. Tuttavia l'ipotesi che il virus sia passato da un animale a un essere umano attraverso un host intermedio è la più accreditata. Oggi la brutta notizia in tema Covid porta la bandiera a "stelle e strisce". In America anche i cervi dalla coda bianca hanno il Covid. Il virus SarsCoV2 è diffuso negli Stati Uniti anche nei cervi dalla coda bianca (Odocoileus virginianus), i più comuni in Nord America, soprattutto vicino i centri urbani. Almeno un terzo di loro ha gli anticorpi, segno che hanno avuto l'infezione. È la prima prova di una vasta diffusione del virus negli animali selvatici, come indica lo studio pubblicato dai ricercatori dell'università canadese di Saskatchewan sul sito bioRxiv (dunque non ancora vagliato dalla comunitá scientifica) e segnalato sul sito della rivista Nature.

Covid negli Usa, anche nei cervi

Secondo il gruppo guidato da Arinjay Banerjee, la rapida esposizione di un vasto numero di animali al virus è preoccupante, anche se servono piú studi per valutare se i cervi possono infettarsi tra loro e contagiare altre specie in natura. Precedenti esperimenti di laboratorio hanno dimostrato che un cervo può infettarsi con il virus SarsCov2 e trasmetterlo ad un altro cervo. Allo stato selvatico vivono in piccoli branchi, e quindi il virus può diffondersi naturalmente da un esemplare infetto. I ricercatori temono la comparsa di nuovi serbatoi animali. Un gruppo di animali infetti pu dare rifugio al virus, che pu evolversi in modo tale da sfuggire alla protezione del vaccino, oltre che facilitare la diffusione del virus ad altre specie e ritornare all'uomo, anche dopo che la pandemia si sará placata.

Lo studio

L'Ohio State University ha documentato la presenza di altri coronavirus capaci di saltare da una specie all'altra. In questo studio, Susan Shriner del Dipartimento Usa per l'Agricoltura ha testato 385 campioni di sangue raccolti nell'ambito delle regolari attivitá di sorveglianza in natura tra gennaio e marzo scorso in Michigan, Pennsylvania, Illinois e New York. Ha così scoperto che il 40% aveva gli anticorpi al SarsCov2, anche se nessuno dei cervi mostrava segni della malattia. I ricercatori hanno trovato gli anticorpi anche in 3 campioni raccolti all'inizio del 2020, quando il coronavirus aveva iniziato a circolare negli Usa. Visto che hanno contatti ravvicinati con le persone, è probabile che anche i cervi di altri stati siano stati esposti al virus, anche se rimane da chiarire come. 

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