Montecompatri, carcasse di cinghiali a bordo strada: divorati da un branco di lupi

Giovedì 14 Novembre 2019 di di Luigi Jovino
La carcassa di un cinghiale a bordo strada a Monte Compatri
Nuovi avvistamenti di lupi nel territorio dei Castelli Romani. Nei giorni scorsi sono state ritrovate carcasse di giovani cinghiali predate nella zona San Silvestro Pratarena Monte Compatri, ai Pratoni del Vivaro e in prossimità dei boschi di Rocca Priora. Alcuni giovani ambientalisti dichiarano di aver visto proprio la scena dell’attacco. L’area di San Silvestro Pratarena è urbanizzata e l’avvistamento dei lupi ha destato qualche preoccupazione. «La presenza dei lupi - ha detto Fabio D’Acuti, sindaco di Monte Compatri - è la conferma della biodiversità del nostro territorio. Il lupo è il naturale predatore dei cinghiali, che tanti problemi hanno causato e creano alle nostre comunità. Dobbiamo mantenere alta l’attenzione in quanto i luoghi del Parco dei Castelli Romani dove è stata registrata la loro presenza sono prossime ai centri abitati».



I dirigenti del Parco regionale dei Castelli Romani in merito agli avvistamenti dei lupi, dei cinghiali dichiarano che non vi è nulla di allarmante, ma ricordano che è vietato ed estremamente dannoso per gli ecosistemi, invece, inserire animali come i cervi, estinti da tempo nel territorio castellano. Ultimamente, infatti, sarebbero ricomparsi a causa di introduzioni, probabilmente, illegali. «Da almeno 15 anni - dice Riccardo Caldoni, funzionario dell’Area Ambientale del Parco regionale dei Castelli Romani - i lupi sono presenti nelle zone boschive dei Castelli. Questi animali provenivano dai Monti Lepini e adesso si sono stabilizzati. Tra le specie selvatiche si sta raggiungendo un buon equilibrio. La diffusione dei cinghiali, infatti, ha evitato che venisse predato bestiame ovino, caprino ed equino che ha un alto valore economico e commerciale. Comunque, per i danni indotti dalle specie selvatiche ci sono gli indennizzi».
Per quanto riguarda l’enorme diffusione dei cinghiali che sono stati più volte avvistati in gran numero in molti comuni dei Castelli, nelle zone boschive limitrofe alle lottizzazioni, gli esperti ritengono che il loro numero non sia tale da destare allarmi e preoccupazioni. «Con l’apertura della caccia - riprende Caldoni - i gruppi di cinghiali si stanno spostando in prossimità dei centri urbani, attratti soprattutto dall’incivile abbandono di rifiuti organici per strada. Al momento, non esistono le condizioni per effettuare abbattimenti o prelievi controllati. Basta adottare alcune precauzioni per evitare danni a cose e a persone».
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