Cinghiale imprigionato per tre mesi in un fosso a Trevignano: Nina è stata liberata

Cinghiale imprigionato per tre mesi in un fosso a Trevignano: Nina è stata liberata (immag diffusa da Animalisti italiani onlus su Fb)
di Remo Sabatini
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Sabato 10 Luglio 2021, 15:41 - Ultimo aggiornamento: 16:03

Era rimasta tre mesi in un fosso dell'abitato di Trevignano Romano, località della provincia di Roma affacciata sul lago di Bracciano. Intrappolata, probabilmente a seguito di una caduta, non fosse stato per l'intervento di volontari e animalisti che l'avevano sfamata, per la cinghialotta sarebbe stata la fine. Tutti i tentativi di liberarla, infatti, erano falliti e non rimaneva altro che sperare nelle istituzioni perché quell'animale, ormai stremato e ferito ad un occhio, certamente non sarebbe potuto rimanere lì in eterno.

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L'allarme lanciato dagli animalisti

Da qui l'allarme lanciato da Animalisti italiani onlus che, venuti a conoscenza del fatto, dopo un sopralluogo avevano sollecitato le istituzioni così da poter salvare l'animale. Istituzioni che alla fine, è notizia di queste ore, hanno risposto liberando finalmente la cinghialotta. «La sindaca, hanno spiegato gli attivisti sulla propria pagina social, ha autorizzato il prelievo senza l'abbattimento, come vorrebbe l'ignobile procedura prevista dalla legge».

Una volta liberata da quella prigione, la femmina di cinghiale è stata curata e anche se per l'occhio ferito forse non ci sarà molto da fare, sembra godere di buona salute. Ribattezzata Nina, ora è assistita in un rifugio dove potrà semplicemente vivere. 

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