Dog sitter, ecco tutti i segreti di un padrone di scorta

Sabato 11 Maggio 2019 di Valeria Arnaldi
Dog sitter, tutti i segreti di un padrone di scorta

I guinzagli di più colori intrecciati tra loro e perfino intorno alle gambe. Il passo incerto dettato da quello dei cani, ben dieci. L'aria spaesata, quasi fosse stato più facile vestire i panni di Harry Potter in lotta contro Voldemort - e molto altro - che essere in strada, in veste di dog sitter. Sono le immagini di Daniel Radcliffe sul set del film Trainwreck, nel 2014, a sintetizzare modalità e difficoltà del lavoro di dog sitter. Nonché trend. La professione, infatti, è sempre più diffusa nel nostro Paese. Secondo gli ultimi dati dell'associazione animalista Aidaea, sono circa 54mila i dog e cat sitter in Italia.

LE VACANZE
Sul podio delle città con il maggior numero di dog sitter operativi c'è Milano, seguita da Roma e Torino. Perlopiù si tratta di giovani sotto i 24 anni. Il picco di richieste si registra durante le vacanze. Lo scorso anno, la piattaforma di servizi alla persona Yoopies ha registrato un aumento del 52% del numero di pet sitter iscritti sul sito rispetto all'anno precedente. La tariffa media si aggira intorno a 10,25 euro all'ora. Ampia la forbice, si va da appena 5 euro in Molise fino a 15,75 euro ad Aosta. La domande c'è e, per la legge del mercato, l'offerta cresce. Aumenta però anche la concorrenza. A fare la differenza è la specializzazione.

L'IGIENE
Fioriscono i corsi per diventare dog sitter professionali. Tra le materie nel corso Ciscc-Centro Italiano Sport E Cultura Cinofila Società Sportiva Dilettantistica, tecniche di condotta al guinzaglio e socializzazione. Sicurezza, igiene, gestione, psicologia, comunicazione del cane sono alcune delle discipline nei corsi di Greendogs.
«Il mestiere del dog sitter è largamente sottovalutato - dice Daniela Cardillo, fondatrice Greendogs, che propone corsi per diventare dog sitter, ed esperta in educazione cinofila del team di Victoria Stilwell - in realtà richiede grande competenza. La legge italiana prevede che chi ha un cane di proprietà altrui è responsabile civilmente e penalmente di ciò che succede sia al cane stesso, sia in relazione al cane con altri animali o persone.Recentemente alcuni comuni hanno iniziato a proporre corsi di formazione al dog sitting, come alternativa all'abbandono».

Molte le competenze da acquisire. «Amare i cani è necessario ma non è sufficiente per fare il dog sitter - prosegue - bisogna conoscere le caratteristiche delle varie razze per capire come gestire la passeggiata, comprendere il linguaggio dell'animale per prevedere possibili situazioni problematiche, conoscere la psicologia del comportamento e molto altro». Vari i servizi offerti: si può portare il cane a fare una passeggiata oppure accudirlo nella casa del proprietario o accoglierlo nella propria, soluzione ideale per chi non vuole lasciare il cucciolo in pensione quando va fuori città. «Si possono combinare i servizi nell'arco della giornata - spiega Cardillo - e si può guadagnare bene. Si tratta di un lavoro modulabile sulle proprie esigenze. È una professione molto dinamica».

LA RICERCA
I clienti, perlopiù, oggi si trovano online. Sono numerose le piattaforme dedicate al pet sitting, sia per proporsi come tale, sia per cercare un professionista in città. BauAdvisor offre dogsitting con educatrici cinofile che raggiungono i clienti davanti a musei, chiese, aree archeologiche, teatri e quant'altro per consentire anche ai turisti di vivere al meglio la città. Petme, con un sistema geolocalizzato, consente di cercare il dog sitter più vicino. Buddy propone asilo diurno, pernottamento notturno, passeggiata, assistenza 24h. Il dog sitting diventa un'alternativa alla pensione pure con Pawshake. Dog sitting speciale su Petsharing, piattaforma che mette in contatto i proprietari di cani per favorire la condivisione di spazi e tempi.
 

Ultimo aggiornamento: 12:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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