Cane gettato in mare con una pietra al collo: ora il processo

Giovedì 11 Luglio 2019 di Remo Sabatini
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La cagnolona Mia, al sicuro. (foto di Remo Sabatini)
Tutti ricordiamo la drammatica vicenda della cagnolona Mia. Il suo ex proprietario, secondo quanto riportato dalle ricostruzioni della prima ora, l'aveva presa e gettata in mare con una pietra legata al collo. L'incredibile vicenda, risalente al luglio scorso e accaduta a Valderice, nel trapanese e che aveva visto il cane miracolosamente salvo, dopo essere stata rimbalzata sui quotidiani di tutto il Paese, era finita anche all'estero. Così, mentre Mia, una volta guarita dalle ferite era stata affidata alle amorevoli cure dei responsabili di una oasi nei dintorni di Roma, del responsabile del gesto, non si era saputo che poco o nulla.

Persino il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa, era intervenuto sulla questione, quando si era recato all'oasi dove era custodita Mia, per una breve visita a quel cane che, ora, aveva iniziato una nuova vita. Il pubblico ministero, dopo la denuncia nei confronti del responsabile, di varie associazioni animaliste e del presidente del Noita, il Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali Onlus, Rizzi, dopo le indagini, aveva chiesto al GIP di Trapani l'archiviazione del caso. E' invece notizia di queste ore, come riportato dal quotidiano locale TP 24.it, che la domanda di archiviazione sarebbe stata rigettata dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trapani, Cersosimo che, di fatto accogliendo le ragioni delle associazioni e del Noita, avrebbe ordinato l'imputazione coatta del responabile del gesto che, quindi, dovrà rispondere del reato di maltrattamento di animali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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