Api morte tra Brescia e Cremona. L'Agenzia di Tutela della Salute: «Livelli alti di fitosanitari»

Giovedì 24 Settembre 2020 di Remo Sabatini
Milioni di api morte tra Brescia e Cremona (immagine pubbl da Ansa)

L'ipotesi che ad uccidere milioni di api in pochi giorni nei territori compresi tra Brescia e Cremona nell'agosto scorso fosse stata dovuta all'uso improprio di un fitosanitario (prodotto pronto all'impiego utilizzabile per proteggere e conservare i vegetali) era già stata formulata nelle prime ore dell'emergenza. Una ipotesi divenuta certezza nelle scorse ore a seguito dell'esito degli esami di laboratorio dell'Istituto zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia Romagna. A cancellare quasi l'80% delle famiglie di api della Bassa, potrebbero essere stati fitosanitari utilizzati nel contenimento di infestanti del mais come la diabrotica e la piralide.

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L'allarme era scattato nei territori di Quinzano, Borgo San Giacomo, Villachiara e San Gervasio oltre ad alcune zone del Cremonese. Un allarme che aveva visto l'intervento dell'Agenzia di Tutela della Salute (ATS) insieme ai Carabinieri Forestali e ai colleghi dei Nas. In una nota, diffusa poche ore fa da Ats, l'indagine svolta dagli specialisti veterinari dopo il campionamento di polline da favo e miele, per ricercare le molecole responsabili dell'avvelenamento. Da qui, la "significativa presenza rilevata di quantitativi significativi dei principi attivi di un fitosanitario specifico usato sul mais". Le indagini, proseguono per determinare come, dei prodotti autorizzati come gli insetticidi per uso professionale, possano essere stati responsabili della morìa. Tale prodotto, infatti, riulterebbe regolarmente autorizzato con le specifiche d'uso previste e ben indicate al fine di tutelare le api e gli insetti impollinatori in quanto, l'uso improprio, potrebbe determinarne l'avvelenamento. Ulteriori accertamenti, volti ad individuare gli eventuali responsabili, sono ancora in corso. 

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