Animali contro l'uomo, lo zoologo: «Sono guidati dalla fame, nelle città piene di rifiuti trovano il pasto pronto»

Lo zoologo: "Gli animali selvatici sono opportunisti"

Animali contro l'uomo, lo zoologo: «Sono guidati dalla fame, nelle città piene di rifiuti trovano il pasto pronto»
di Laura Bogliolo
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Martedì 2 Novembre 2021, 08:36

«È il cibo ad attrarre gli animali selvatici, i cervi, poi, in questo periodo stanno cercando di creare il loro harem». Dieci anni fa lanciò l'allarme sulla presenza dei pappagallini verdi alieni a Roma, non è stato ascoltato e ora invadono la città. E gli animali selvatici? «In alcuni casi sembrano essersi abituati alla presenza dell'uomo». Così spiega gli strani e pericolosi avvistamenti il professor Marco Alberto Bologna, zoologo, direttore del Dipartimento di Scienze dell'università Roma Tre.
Professor Marco Alberto Bologna, cervi e orsi ormai spaventano sempre di più.
«Si tratta di fenomeni occasionali, durante il lockdown ad esempio con la minore presenza dell'uomo abbiamo visto un orso rubare un prosciutto dal balcone di un appartamento nel Trentino, o tempo fa attraversare di notte il centro di Leonessa, cittadina nei monti Reatini: Tarvisio poi è immersa in un immenso e ricchissimo parco».
Ma non si è mai sentito parlare dell'attacco di un cervo a un uomo. Eppure a Tarvisio una coppia di anziani ha subito un vero assalto.
«Il cervo è un animale che solitamente scappa alla vista dell'uomo, insomma è molto difficile avvistarlo anche solo da lontano: dobbiamo però ricordare che questo è il periodo in cui cercano le femmine, diventano aggressivi con altri maschi della loro specie perché devono creare il loro harem, sono animali poligami».

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E l'orso che è salito su un terrazzo al primo piano a Pescosolido?
«Probabilmente era un esemplare giovane, sono molto errabondi e sempre a caccia di cibo: gli orsi hanno un olfatto formidabile, forse ha seguito la traccia di qualcosa di molto odoroso».
Animali selvatici sempre più vicini ai centri abitati. A Roma ormai i cinghiali si incontrano a ogni ora del giorno....
«Il problema è l'immondizia trovata in strada, cercano cibo. I cinghiali, come tutti gli animali selvatici sono opportunisti».
Animali opportunisti?
«Sì, nel senso che vanno dove c'è il cibo già pronto senza aver bisogno di cacciare e nella Capitale hanno trovato la situazione ideale a causa dei rifiuti in strada, ma capita anche a Genova. Si tratta di condizioni molto rischiose perché non sappiamo come possano reagire: una femmina con i cuccioli, ad esempio, diventa più aggressiva perché vuole difenderli».
Roma sempre più come Zoolandia, tra cinghiali, istrici, addirittura un toro avvistato tempo fa nella zona sud della città. E come se non fosse sufficiente, a stravolgere l'equilibrio ci si mettono anche gli alieni....
«Le specie aliene, ossia non autoctone, sono un vero dramma per l'ecosistema: la Capitale, ad esempio, è invasa dai pappagallini che creano danni ecologici oltre che economici. Il parrocchetto dal collare usa le cavità degli alberi per nidificare sfrattando così altri animali come le cince e i picchi: sono dei competitori che creano molti problemi. La specie parrocchetto monaco, invece, crea enormi nidi sui rami degli alberi appesantendoli fino a farli spezzare. Hanno formato veri e propri dormitori sugli alberi in alcune zone della Capitale».
Si poteva evitare una diffusione così massiccia?
«Avevo lanciato l'allarme una decina di anni fa quando c'erano pochi esemplari in zona San Pietro: non si è fatto nulla e ora siamo invasi».
E non si può frenare la loro diffusione?
«Ormai no, tra i loro predatori ci sono i falchi pellegrini, ma a Roma ce ne sono pochissimi e sono già sazi vista l'ampia presenza di storni. Il vero problema è il commercio di animali alieni e la scarsa coscienza ambientalista: nel laghetto di villa Pamphili prima c'era la testuggine europea, ora ci sono 11 specie aliene liberate irresponsabilmente da chi ignora i gravissimi danni ambientali prodotti».
 

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