Effetto Brexit, dieta mediterranea addio a Londra: crollati consumi di pasta, pomodoro e olio

Effetto Brexit, dieta mediterranea addio a Londra: crollati consumi di pasta, pomodoro e olio
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Sabato 4 Settembre 2021, 15:11 - Ultimo aggiornamento: 6 Settembre, 10:11

La Brexit ha avuto conseguenze anche sulla dieta per i cittadini britannici. Strano a dirsi, ma vero. In tutto il Regno Unito, con il distacco dall'Europa, ci sono state ricadute non solo sotto l'aspetto economico ma anche sotto quello alimentare. E un aspetto riguarda direttamente l'Italia, e precisamente la dieta mediterranea, con un crollo del 28% delle importazioni di pasta italiana. A diminuire sono anche gli acquisti di extravergine di oliva (-13%) e salsa di pomodoro Made in Italy (-16%). È quanto emerge dall'analisi della Coldiretti, sulla base dei dati Istat in valore relativi ai primi cinque mesi del 2021.

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Calate importazioni di vini

«Il cambio nella dieta degli inglesi a seguito dell'uscita dall'Unione Europea riguarda anche - sottolinea la Coldiretti - il calo delle importazioni dall'Italia di vini e spumanti (-7%) e di formaggi (-9%) con il risultato che complessivamente Oltremanica si registra un crollo del 5% degli arrivi di cibo e bevande italiane» «A pesare sull'export alimentare nazionale in Uk - continua - sono le difficoltà burocratiche ed amministrative legati all'uscita degli inglesi dall'Unione Europea. Le criticità maggiori, per chi esporta verso il Regno Unito - precisa Coldiretti - interessano le procedure doganali e riguardano anche l'aumento dei costi di trasporto dovuti a ritardi e maggiori controlli.

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Difficoltà che mettono a rischio i 3,4 miliardi di euro di esportazioni agroalimentari annue Made in Italy con il Paese Oltremanica che si classifica al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese per cibo e bevande dopo Germania, Francia e Stati Uniti. Le difficoltà nei rapporti tra Gran Bretagna ed Unione Europea, rileva Coldiretti, rischiano peraltro di favorire l'arrivo di cibi e bevande extracomunitarie non conformi agli standard sicurezza Ue ma anche contraffazioni ed imitazioni dei prodotti alimentari Made in Italy, dal Parmigiano al Chianti. Si tratta purtroppo di un rischio reale come dimostrano - sottolinea la Coldiretti - le vertenze Ue del passato nei confronti di Londra con i casi della vendita di falso Prosecco alla spina o in lattina fino ai kit per produrre in casa finti Barolo e Valpolicella o addirittura Parmigiano Reggiano.

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