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Tendenze cocktail summer '22: ​dal whisky italiano al mezcal

foto di Nicole Cavazzuti
di Nicole Cavazzuti
3 Minuti di Lettura
Domenica 19 Giugno 2022, 19:21 - Ultimo aggiornamento: 20 Giugno, 10:13

Che cocktail berremo quest'estate? "Long drink poco alcolici, sodati (ovvero con top di tonica, ginger beer o soda), serviti in bicchieri alti con ghiaccio e realizzati con prodotti artigianali e del territorio", risponde Dom Costa, mixology expert dell'azienda Velier e autore del libro Drinkzionario. Come il Paloma, il drink a base tequila più diffuso e amato del Messico, che ormai da un paio d’anni è in voga anche in Italia e che dal 2020 fa parte della lista ufficiale IBA (una sorta di ricettario ufficiale dei drink più diffusi nel mondo).

Una ricetta italiana, di cui qualcuno si era pure scordato l'esistenza, è quella del Garibaldi, ovvero Campari e succo fresco d'arancia. Nato dopo la Seconda Guerra Mondiale, dimenticato per anni, oggi riacquisisce appeal.
Nulla di nuovo invece sul fronte Aperol Spritz, Gin Tonic, Negroni e Americano, evergreen che restano i best seller quasi ovunque.

​ Quali saranno gli spirits principi dei drink? 

Il gin è ormai da anni il re dei cocktail, ma dopo le referenze mediterranee, alpine e alla rosa, adesso è di moda la versione agrumata. Già: sulla scia del successo di Gin Malfy (che oltre alla versione classica, è disponibile al gusto limone, arancia e pompelmo rosa) molte aziende hanno introdotto una etichetta nel segno degli agrumi. Tre nomi su tutti: Elephant, Occitan e Corricella.


 

Da segnalare è la nuova passione dei 20-30enni per il whisky, in particolare per le etichette dei giovani Paesi produttori: India, Sud America ed Europa.
Il whisky, insomma, oggi parla francese, danese, islandese. E italiano.
Dopo il pioniere Puni, la veneta Poli Distillerie ha lanciato al Roma Bar Show 2022 il suo primo single malt Segretario di Stato. E non è un caso isolato: sono già diverse le aziende impegnate a produrre il proprio whisky tricolore che uscirà nei prossimi anni. Meglio, se bio e sostenibile. Questo è per esempio l'obbiettivo della piemontese Bordiga con Spiga, un whisky di grani antichi di montagna ricoltivati dopo anni di oblio in fase di produzione. 

Infine, trainati da Paloma e Margarita, tirano i distillati di agave, ovvero tequila e mezcal, in particolare se realizzati con metodi classici, detti in gergo “ancestrali”. Come la tequila Mijenta e il mezcal Ojo de Tigre con Agave Espadín di Oaxaca e Agave Tobalá sostenibile di Puebla.

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