Cibo sprecato: dal Manifesto contro lo spreco al menù circolare, tutte le iniziative per imparare a non buttarlo

Lunedì 28 Settembre 2020

Quasi quaranta chili l'anno. A voler essere pignoli 36,5. È la quantita di cibo sprecata e gettata nella spazzatura da ciascuno di noi ogni anno secondo il rapporto 2020 dell'osservatorio Waste Watcher. Lo spreco alimentare trasformato in dato economico, in Europa, equivale a 143 milioni, con il 12% legato al settore della ristorazione. 

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All'appello per ridurre le quantità alimentari da buttare, in vista di domani, giornata mondiale della consapevolezza contro lo spreco si è unita anche la Fic, federazione italiana cuochi. Il tema raccoglie, infatti, la sensibilità di molti, non solo per il dato economico o morale, ma anche per l'impatto su clima e ambiente, visto che il cibo che finisce nella pattumiera equivale all'8% di emissioni di gas serra.  
 


Per cominiciare a ridurre la quantità diventa fondamentale creare nelle cucine sistemi di monitoraggio dei processi di lavorazione degli alimenti. L'attività, secondo studi recenti, sul lungo periodo sarebbe sostenibile anche sotto il profilo economico. Per Champions 12.3 (realtà formata da governi, esperti di settore e aziende), infatti, su un campione di ristoranti che abbia introdotto simili programmi, circa il 76% rientra nell'investimento nel giro di un anno. Considerando 24 mesi, il dato tocca l'89%.

Le attività supplementari, che in certi casi prevedono l'assunzione di personale ad hoc, sono il monitoraggio, la pianificazione ma anche la creazione di menù "circolari", dove  combinare creatività, tecnica e ricette a scarti e spreco zero. Su questa lunghezza d'onda la Fic ha aderito al progetto Life Foster, in relazione al quale si prevede un'autunno di novità ed inziative dai webinar, al "Manifesto contro lo spreco alimentare per la ristorazione sostenibile"

 

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