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M5s, Marcozzi con Di Maio. Il Pd: «Errori all'Aquila»

M5s, Marcozzi con Di Maio. Il Pd: «Errori all'Aquila»
di Saverio Occhiuto
4 Minuti di Lettura
Martedì 28 Giugno 2022, 16:38

PESCARA  - E' il primo consigliere regionale d'Italia a lasciare il M5s per abbracciare il nuovo progetto politico di Luigi Di Maio: Insieme per il Futuro. Scelta «sedimentata da tempo - assicura Sara Marcozzi - che gli ultimi eventi nazionali hanno accelerato. Un partito che perde 60 parlamentari e la sua bandiera... Che si è sempre più centralizzato, anzi romanizzato». Ecco spiegato l'addio: «Non erano più tollerabili gli attacchi mediatici a Di Maio, la strumentalizzazione interna sulla politica estera...».

Così l'ex capogruppo del M5s ha deciso di mettere il punto e di voltare pagina. Ringrazia tutti nel movimento che l'ha lanciata in politica, ma ora si apre tutta un'altra storia, anche rispetto alle parole d'ordine di una forza popolare nata nel segno dell'anti sistema: «Assurdo riprendere argomenti del passato che non esistono più. Come il concetto di ritorno ai valori di un tempo. La nostra idea premette Marcozzi - è costruire una realtà politica sincera, che non si limiti ai selfie di fronte agli ospedali, ma porti soluzioni concrete ai problemi».

Tutta un'altra storia, appunto. Una metamorfosi da movimento di piazza a partito di governo che Primo Di Nicola, giornalista di lungo corso e ormai ex capogruppo dei 5 stelle in Senato, completa così: «Abbiamo fatto una scissione politica, tecnica, come poche se ne sono registrate nella storia della Repubblica. E lo abbiamo fatto su questioni che riguardano il futuro del Paese, della politica estera. In ballo c'era la collocazione internazionale dell'Italia, il rapporto con i nostri partner del Patto atlantico. Gli endorsment all'ambasciatore russo sono cose che non potevamo permetterci. I traditori? Non siamo noi puntualizza Di Nicola ma altri». Accanto a Sara Marcozzi, il deputato Gianluca Vacca annuisce: un altro fondatore storico dei 5 stelle in Abruzzo ormai ex anche lui.

I DEM

Poi c'è il Partito democratico a commentare l'esito delle amministrative e dei ballottaggi, con il segretario regionale Michele Fina che parte da un imperativo: «Mai più divisioni tecniche come all'Aquila. Non funziona. Quando siamo divisi i cittadini non ci capiscono. Come dice Enrico Letta, a premiare è la serietà. Sono stati commessi errori da cui dobbiamo imparare». Quanto all'esito dei ballottaggi, il segretario fa dei distinguo: «Per Lanciano e San Salvo c'è rammarico, ma la manciata di voti che è mancata per completare una rimonta incredibile iniziata cinque anni fa, testimonia il nostro radicamento sul territorio di Chieti, una provincia cruciale in Abruzzo. Mi dispiace che qui non abbiamo potuto festeggiare quello che meritavamo». Diverso secondo Fina il caso di Ortona: «Si trattava di una elezione particolare, con un alto tasso di civismo ma in cui l'unico dato chiaro è che il centrodestra ha perso due volte: al primo turno e al ballottaggio, dopo un apparentamento spericolato».


A Ortona festeggia invece il deputato di Italia Viva Camillo D'Alessandro, parlando di vittoria straordinaria dopo il sostegno del partito di Renzi al sindaco Castiglione. Mentre nel Pd si guarda già ai prossimi impegni: «Di fronte a noi ricorda Fina ci sono due anni importanti. Ma in questa regione niente è scontato, niente è segnato». Come dire: c'è ancora tanto da costruire. Soprattutto una coalizione «più ampia possibile. Il Pd sottolinea il segretario deve concentrarsi su una propria identità. Una Regione ferma e incapace di governare, quella di Marsilio, non basta a garantire l'alternanza. Il nostro - sottolinea Fina - deve essere il partito del lavoro e della lotta alla povertà. Di sostegno ai processi di transizione, certo, anche ecologici. Ma che sappia investire su una alleanza civica e progressista da costruire con pari dignità tra i nuovi componenti». Del resto, tra i nemici di ieri, come il vecchio M5s di Sara Marcozzi, ci sono gli alleati di domani. Anche se è ancora presto per capire se, e come, il futuro soggetto politico nato dallo strappo di Luigi Di Maio sarà della partita: «In vista delle elezioni regionali assicura Fina lavoreremo per unire».
 

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