Vive tra sporcizia e rifiuti in un garage: indagati i familiari

Venerdì 17 Gennaio 2020 di Teodora Poeta
Il Tribunale di Teramo
Lo hanno trovato a vivere in un garage trasformato in stanza tra i rifiuti sotto la casa del nipote che lo avrebbe dovuto accudire. Succede a Teramo. A segnalare la sua presenza alle forze dell’ordine, lo scorso luglio, è stato un anonimo, forze un vicino di casa, che potrebbe avergli salvato la vita. L’altro giorno l’anziano, un 70enne di Cermignano, è stato sentito dagli inquirenti in incidente probatorio per cristallizzare le prove per un futuro ed eventuale processo. Indagati per maltrattamenti e abbandono di persona incapace il nipote 55enne, sua moglie di 53 anni e il loro figlio di 22 anni.

Per il consulente della Procura, pure lui sentito in incidente probatorio, l’anziano non è capace di provvedere a sé stesso e alla cura della sua persona. Dovevano essere i familiari, insomma, ad accudirlo, anziché come sostengono gli inquirenti ancora in fase di indagini, lasciarlo abbandonato nel garage tra i rifiuti poi posto sotto sequestro. E’ lì che il 70enne mangiava e si lavava in condizioni di assoluto degrado tra muffa, sporcizia, residui di cibo e costretto a dormire su un brandina e un piccolo materasso antigenico. Eppure, l’altro giorno ha tentato di difendere il nipote, sua moglie e il loro figlio, cercando di dipingere quella come una condizione non certamente grave.

Agli occhi di un anziano che ha visto e vissuto in gioventù tempi difficili forse oggi quel garage può sembrare altra cosa, ma la realtà è un’altra. E’ quella impressa sulle foto scattate da chi in quel posto sporco ci è entrato e subito ha capito che il 70enne era proprio lì che viveva, mentre il resto della sua famiglia stava al piano di sopra. A terra, sul pavimento lercio, c’erano i piatti dei pasti dei giorni precedenti. A notarlo nei dintorni dell’abitazione, trasandato che rientrava sempre in quel garage, è stato l’anonimo che non si è tirato in dietro, ma ha allertato le forze dell’ordine e fatto scattare l’inchiesta della Procura.  © RIPRODUZIONE RISERVATA