CORONAVIRUS

Virus, biologa pescarese a Hong Kong: «Qui la situazione è sotto controllo»

Martedì 11 Febbraio 2020 di Mila Cantagallo
«La situazione qui è meno grave rispetto a quanto leggo sui giornali occidentali». Da Hong Kong Maxine Cutracci tranquillizza sullo stato di allarme del Coronavirus che, in Cina soprattutto, ha già ucciso 910 persone. Maxine è una biologa marina pescarese, laureata all’Università di Ancona, approdata nella metropoli asiatica poco più di due anni fa, dopo esperienze professionali in Messico, Maldive ed a Wuss, in Cina.

Trentadue anni di età, padre abruzzese Roberto Cutracci (è un ex funzionario della questura di Pescara ed ex politico) e madre inglese, Maxine Insegna e cura progetti di ricerca su pesci e coralli alla Harbour School, una scuola americana a 25 minuti dal centro della città, dove gli alunni studiano flora e fauna marina osservando le varie specie nuotare in acquari giganti.

«In questi giorni le lezioni in aula sono precauzionalmente sospese fino al primo marzo - spiega la biologa - ma proseguono on line per non far perdere tempo prezioso agli studenti. Oltre agli edifici scolastici, sono chiusi i parchi gioco per i bambini. Ristoranti, bar, negozi e centri commerciali sono regolaemete aperti, tutti indossano la mascherina, nei luoghi pubblici sono stati affissi cartelli con la raccomandazione di lavarsi continuamente le mani. La metropolitana, gli ascensori dei locali pubblici, le maniglie e tutto ciò che normalmente viene toccato dagli utenti viene disinfettato ogni poche decine di minuti. Negli ambulatori medici, dentisti compresi, ai pazienti viene misurata la febbre, insomma si ha la sensazione di un totale controllo della situazione».

Maxine continua a recarsi al lavoro quotidianamente: «Anche se la scuola è chiusa, noi docenti abbiamo progetti da portare avanti ed animali da curare - spiega - mi muovo abitualmente in metro, indosso la mascherina e mi sposto ovunque all'interno di Hong Kong. I miei genitori sono preoccupati, mi chiamano ogni giorno, mi scrivono tanti amici dall’Italia consigliandomi di tornare a casa, cerco di calmare la loro preoccupazione e ripeto che da noi non è tutto così drammatico come descritto dai media. La maggiore criticità è invece nella Cina interna». In questa parte della nazione si trova Sean, consorte della giovane biologa e manager nella ristorazione. L’uomo è originario della provincia di Hunan, confinante con quella di Hubei, la stessa da cui si è diffuso il batterio killer: «Mio marito è andato dai suoi genitori per trascorrere con loro il Capodanno cinese- racconta la ricercatrice- mentre era lì è stato dichiarato lo stato di emergenza, impedendogli di tornare ad Hong Kong. Lo sento più volte al giorno, è tappato in casa e si annoia ma sta bene, anche i suoi familiari sono in ottima salute». Maxine Cutracci tornerà in Italia solo per le prossime vacanze estive: «Ho trascorso le feste natalizie a Pescara con i miei genitori – conclude- allora non si aveva ancora una idea precisa di cosa stesse accadendo. Non avrei alcun problema a partire di nuovo per Pescara, soprattutto se servisse a tranquillizzare mamma e papà, ma adesso non mi è possibile lasciare Hong Kong. Tornerò in estate come faccio ogni anno , sperando di portare solo buone notizie». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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