Violenza sessuale nel villaggio, assolto il capo animatore

Mercoledì 22 Luglio 2020 di Sonia Paglia
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E’ stato assolto il capo animatore turistico 28enne, di origine siciliana, accusato di violenza sessuale aggravata, nei confronti di una sua collaboratrice di 20 anni. Ieri l’udienza dibattimentale, celebrata nel Tribunale di Sulmona, dove il 28enne, difeso dal legale, Paolo Amato del Foro di Palermo, ha fornito, materialmente, alcuni particolari, a sua discolpa. Il Pm aveva chiesto la condanna ad otto anni di reclusione, ma il Collegio giudicante, composto dal presidente, Marco Billi e dai giudici, Francesca Pinacchio e Marta Sarnelli, considerata l’insufficienza delle risultanze probatorie, ha deciso per l’assoluzione.

La prima udienza si è tenuta lo scorso 25 febbraio, dove è stata sentita la vittima, assistita dall’avvocato, Alessandro Scelli, che ha confermato in pieno le accuse, consegnando la documentazione medica rilasciata dall’ospedale di Avezzano, dove venne visitata all’epoca dei fatti e alcuni Screenshot. «Solleciterò la Procura, che lo farà sicuramente di suo, a presentare appello, dopo la lettura delle motivazioni». Commenta Alessandro Scelli. La vicenda risale al mese di agosto del 2019. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe costretto la giovane donna, con violenza e minacce, a subire e a compiere atti sessuali. In particolare, nel corso di una discussione, dopo una giornata di lavoro.

La violenza si sarebbe consumata all’interno di una stanza riservata al personale, ubicata in una struttura alberghiera dell’Alto Sangro, dove i due erano impiegati per il periodo estivo. Il tutto, dopo che il capo animatore, per settimane, avrebbe tentato un approccio sentimentale non corrisposto, con la 20enne. Da qui, i presunti comportamenti ritorsivi, sfociati poi in violenza sessuale, approfittando anche della posizione di diretto superiore, nello staff degli animatori. La vittima, dopo essere stata refertata nel nosocomio marsicano, presentò querela ai carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro, agli ordini del capitano, Fabio Castagna. Venne ascoltata direttamente dal Procuratore della Repubblica, Giuseppe Bellelli, che richiese al gip, Daniele Sodani, l’applicazione della misura cautelare in carcere, nei confronti del 28enne. Poi la concessione degli arresti domiciliari. Nei suoi confronti, venne disposto il giudizio immediato. 

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