Violenza sessuale sulla nipotina di 11 anni: nonno-orco condannato a quattro anni

Violenza sessuale sulla nipotina di 11 anni: nonno-orco condannato a quattro anni
di Walter Berghella
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Martedì 12 Ottobre 2021, 08:37

Da un nonno ti aspetti carezze ed affetto invece che lascive attenzioni sessuali che, al contrario, lo fanno emergere come l'orco dentro casa che non ti aspetti. Per violenza sessuale sulla nipote diretta di 11 anni e tentata violenza, ci ha provato concretamente pure sulla cuginetta di 12 anni della prima ragazza, ma lei è riuscita a scansarlo, ieri il Gup Giovanni Nappi ha condannato, con rito abbreviato, l'imputato D.O.A., 71 anni, a 4 anni e 6 mesi di reclusione e ad una provvisionale immediatamente eseguibile di 17 mila euro per la nipote e 10 mila per la cuginetta, appartenente allo stesso ramo famigliare per via materna.

Le due parti lese saranno risarcite in separata sede civile dopo aver chiesto in totale 550 mila di danni morali e materiali. A conclusione della dura requisitoria ieri il pm Serena Rossi aveva chiesto per l'uomo la condanna a 8 anni. Nonostante lo sconto di un terzo di pena per il rito alternativo la condanna è stata molto severa. Ieri sentita anche la moglie dell'imputato per dei chiarimenti utili alla difesa, l'avvocato Michele Di Toro, che lette le motivazioni di sentenza ricorrerà in Appello.

I fatti contestati risalirebbero al 18 giugno 2018 per la cuginetta, a cui l'imputato sempre zio era e per questo le era molto affezionato, e alla fine di marzo 2019 per la nipote diretta. Sono avvenuti in un comune confinante con Lanciano. Per fare chiarezza sul caso il 19 ottobre 2019 si tenne in tribunale l'incidente probatorio, in cui il nonno si è sentito male mentre la nipote, assistita da una psicologa, stava fornendo il suo doloroso racconto. L'uomo ha sempre negato gli addebiti, sostenendo al contrario errate fantasie di entrambe le ragazzine. Le bambine e i loro genitori sono patrocinati rispettivamente dagli avvocati Luca Scaricaciottoli e Silvio Rustignoli.

Degli episodi di atti sessuali morbosi non ripetibili le piccole ne hanno iniziato a parlare con le amichette sullo scuolabus. Fatti poi trasferitisi all'interno della stessa scuola i cui responsabili ne hanno dato immediatamente conto all'autorità giudiziaria che ha delegato i carabinieri di Lanciano. Pure una delle mamme ha avuto diretta confidenza da parte di una piccola su come avrebbe agito l'indagato, dando seguito alla denuncia con inchiesta che entra nel vivo nell'estate 2019. La brutalità tra le mura domestiche da parte di chi dovrebbe amarti e proteggere non si arresta a Lanciano e nell'intero comprensorio frentano dove analoghi sconvolgenti fatti si sono susseguiti negli ultimi anni portando sotto processo nonni, padri, zii e amici intimi di famiglia. Una catena orribile di soprusi sui minori a cui la procura di Lanciano ha sferrato un duro attacco. Purtroppo restano molti i casi sommersi. 

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