Vende l'oro della statua di San Rocco, sacerdote sotto processo

Venerdì 24 Febbraio 2017 di Gianluca Lettieri
Va a processo don Mario Persoglio, l’ex parroco di Orsogna (Chieti) che aveva venduto l’oro di San Rocco per pagare i lavori al tetto della chiesa. Il Pm Giancarlo Ciani ha firmato la citazione diretta a giudizio per il sacerdote, 78 anni, accusato di violazioni al codice dei beni culturali e del paesaggio. La prima udienza, davanti al Tribunale di Chieti (sede distaccata di Ortona), è in programma il prossimo 13 luglio. Scrive la Procura: «Persoglio, in assenza delle autorizzazioni del Ministero, alienava - cedendoli ad un Compro oro - numerosissimi pezzi di oreficeria del cosiddetto Tesoro di San Rocco, custodito nella parrocchia di San Nicola di Bari». Preziosi, si legge ancora nel capo d’imputazione, «tutti da considerarsi beni culturali».

La vicenda degli ex voto spartiti è sfociata in una sorta di sollevazione popolare. «Per oltre 200 anni - si legge nell’esposto che ha fatto scattare le indagini - gli orsognesi hanno mantenuto viva la tradizione di donare oggetti di valore al santo ogniqualvolta hanno ricevuto una grazia e, comunque, per essere protetti da guerre, carestie, disgrazie e lutti». Nel corso della festa del paese, il 16 e il 17 agosto del 2015, alcune donne della parrocchia, al momento della vestizione della statua di San Rocco per la processione, si rendono conto che manca gran parte dell’oro votivo, dall’enorme valore affettivo, «sostituito goffamente con monili di bigiotteria». Don Mario, in un colloquio con il sindaco, racconta di aver venduto più di un chilo e mezzo d’oro in un Compro oro di Francavilla, ottenendo 18 mila euro, come conferma il contratto firmato con il gioielliere. Il parroco fa presente di essere stato costretto a fare questo per ricavare il denaro necessario alla riparazione di una porzione del tetto della chiesa, indispensabile per «salvaguardare l’incolumità dei fedeli».

Il resto è storia recente con la Procura di Chieti che apre un’inchiesta dopo l’esposto del comitato dei fedeli di Orsogna, rappresentati dagli avvocati Mauro Faiulli e Delia Verna. Don Mario, difeso dall’avvocato Nicola Giambuzzi, viene iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di furto. È lo stesso Pm a chiedere l’archiviazione, ma il comitato si oppone e il giudice concede altri 45 giorni di indagini per permettere gli accertamenti dei carabinieri del Comando tutela patrimonio artistico e culturale. Nei giorni scorsi l’ultima puntata: il Pm manda a processo don Mario, nel frattempo andato in pensione, con una nuova ipotesi di reato che - codice alla mano - prevede la reclusione fino a un anno e una multa da 1.549 euro a 77.469 euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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