Prendevano il reddito di cittadinanza e "arrotondavano" con lo spaccio: arrestati marito e moglie

Prendevano il reddito di cittadinanza e "arrotondavano" con lo spaccio: arrestata giovane coppia di Vasto
di Antonino Dolce
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Martedì 7 Settembre 2021, 08:12 - Ultimo aggiornamento: 08:26

Usufruivano del reddito di cittadinanza, ma, come ricostruito dai carabinieri della compagnia di Vasto coordinati dal maggiore Amedeo Consales, avevano avviato anche una proficua attività di spaccio di sostanze stupefacenti nella propria abitazione. Con l’accusa di detenzione ai fini due giovani coniugi di Vasto, in provincia di Chieti,  sono finiti nei guai. A insospettirsi di quanto avveniva nella casa sono stati i carabinieri del Norm della Compagnia di Vasto che hanno notato un frequente via vai di giovani già conosciuti come utilizzatori di droghe. Alla serie di osservazioni nel quartiere di residenza della coppia da parte delle forze dell’ordine è seguito così un decreto di perquisizione per dare riscontro alle ipotesi investigative del sostituto procuratore della Repubblica di Vasto, Michele Pecoraro.

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Il blitz è scattato il 3 settembre. Alla presenza della coppia, i militari hanno perquisito l’abitazione rinvenendo in totale oltre 100 grammi di stupefacenti, di cui 45 grammi di cocaina e 65 grami di eroina. I controlli hanno permesso di trovare anche 4.850 euro suddivisi in banconote di vario taglio e un bilancino elettronico di precisione usato solitamente per il confezionamento delle dosi di stupefacente. Per i due è scattato così l’arresto. I coniugi finiti in manette sono un 27enne (A.G.) e una 28enne (M.S.). Durante i successivi accertamenti, è inoltre emerso che la donna usufruisce del sostegno economico del reddito di cittadinanza pari a  760 euro mensili. I carabinieri hanno segnalato il caso all’Inps che ora è chiamata alle valutazioni del caso e all’eventuale sospensione della misura economica. Ieri mattina, nel tribunale vastese si è tenuta l’udienza di convalida: per l’uomo è stata disposta la misura cautelare in carcere, mentre per la coniuge gli arresti domiciliari. 

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