Francesco Di Rocco in carcere per aver ucciso il padre: ora gli amici del liceo classico vogliono andare a trovarlo

«La notizia che gli ex compagni di scuola vorrebbero fargli visita, lo ha emozionato», ha detto l’avvocata Federica Benguardato

Francesco Di Rocco in carcere per aver ucciso l'anziano padre: ora gli amici del liceo classico vogliono andare a trovarlo
di Teodora Poeta
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Martedì 28 Novembre 2023, 09:19

Vogliono andare a fargli visita in carcere gli amici di Francesco Di Rocco, il 49enne di Teramo, studente universitario di Veterinaria fuori corso al quale mancavano solo tre esami alla laurea arrestato lunedì scorso dopo aver ucciso con decine di coltellate nella cucina di casa l’anziano padre 83enne al culmine dell’ennesima lite in famiglia. Ad essere stata contattata direttamente da questi amici è stata l’avvocata Federica Benguardato che lo assiste. Quando erano ancora ragazzi loro si erano dovuti allontanare da Francesco, ma non per proprio volere, come hanno fatto sapere al legale, ma perché a quanto pare il padre Mario, che pure loro hanno descritto come un padre padrone, aveva impedito al figlio di frequentarli. E così, già dai tempi del liceo classico, Francesco si era lentamente isolato da tutti. Ma appena saputa la notizia dell’omicidio, sono stati in molti a rifarsi vivi e a contattare spontaneamente il difensore, aggiungendo particolari ad una storia

familiare il cui racconto, fornito da Francesco già nell’immediatezza dei fatti dopo la sua chiamata al 118 e l’arrivo sul posto dei carabinieri e del magistrato, aveva iniziato a far emergere i primi dissapori tra i due. Ancora in questi giorni sono stati sempre gli amici a riferire anche all’avvocata Benguardato delle «cinghiate che Francesco prendeva dal padre quando ancora frequentava il liceo classico se non riusciva ad ottenere tutti nove e dieci nelle materie scolastiche». Nonostante gli anni passati, gli amici hanno conservato di lui quel ricordo dei tempi delle scuole superiori che non corrisponderebbe più all’uomo che una settimana fa ha afferrato un coltello da cucina e ha continuato ad infierire sul corpo del padre anche dopo che l’anziano era a terra e non poteva più difendersi. Decine di coltellate che hanno ridotto l’83enne in fin di vita fino a portarlo alla morte per dissanguamento dopo qualche ora che era stato trasportato d’urgenza in ospedale com’è emerso dall’autopsia. «La notizia che gli amici vorrebbero fargli visita, lo ha emozionato», ha detto l’avvocata Benguardato. Eppure dal momento in cui Francesco è entrato in carcere ha ricominciato a socializzare. Quando viveva con suo padre, infatti, non poteva avere neanche un cellulare. Non era lui a fare la spesa.

Non poteva gestire i soldi che sua madre gli aveva lasciato dopo la morte due anni fa. Aveva avuto un altro litigio dopo una recente visita a casa di un conoscente che aveva fatto infuriare il padre il quale aveva la gestione di tutto in casa. E gli ordinava persino quando andare a dormire. A mezzanotte, infatti, l’anziano aveva fissato una sveglia e appena suonava, Francesco doveva smettere di guardare la televisione e andare a letto. Lo ha raccontato al magistrato in fase di udienza di convalida del suo arresto. In queste ore il difensore deciderà se presentare il ricorso davanti al tribunale del Riesame per chiedere i domiciliari.

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