Torna e non trova più la casa: era stata abbattuta dal Comune

Venerdì 8 Novembre 2019
Ha scoperto che la vecchia casa di famiglia, costruita nel 1927 dai nonni lungo la statale 80, è stata abbattuta dal Comune di Crognaleto (Teramo) in base ad un’ordinanza del sindaco Giuseppe D’Alonzo datata 5 settembre 2019 e mai notificata a suo padre che proprio in base a quell’atto ufficiale affisso all’albo pretorio (impossibile da aprire on-line, almeno fino a ieri, ndr) risulta essere l’utilizzatore del bene. Protagonista di questa vicenda Bettino Esposito, un 90enne oggi residente a Castelnuovo di Porto, in provincia di Roma, originario, però, del Teramano, cresciuto proprio in quella casa, ormai abbattuta da qualche settimana, insieme a sua sorella Ida di 95 anni. «Noi non sapevamo niente – racconta Gianfranco, il figlio di Bettino -. Un giorno siamo tornati perché dovevamo prendere alcune cose e non abbiamo più trovato la casa. Oltretutto fuori non c’è nessuna indicazione della ditta che ha eseguito i lavori, né sull’importo».

Niente. Solo uno spazio vuoto, quello una volta occupato dalla vecchia casa di famiglia dove sono cresciuti suo padre e sua zia e le macerie. «Mi è venuto un magone. Non sapevo cosa fare». La risposta l’hanno trovata andando al Comune di Nerito di Crognaleto, nell’ordinanza del sindaco, mai notificata per errore a suo padre, che risulta l’utilizzatore del bene. «Ritenuto come i danni riportati dal fabbricato oggetto di segnalazione siano riconducibili in parte alla vetustità del fabbricato – si legge nell’ordinanza numero 8 del 5 settembre 2018 – e in parte agli eventi sismici e nevosi che dal 24 agosto 2016 hanno coinvolto il Comune di Crognaleto; ordina la realizzazione in somma urgenza delle opere di demolizione e/o messa in sicurezza del fabbricato sito lungo la S.S. 80 al km 38+200 sul lato sx al fine di salvaguardare la pubblica e privata incolumità». Disponendo, però, la notifica ad Esposito Bettino, mai fatta. «Non è stato facile dirglielo a mio padre che casa sua non c’è più – ha voluto sottolineare il figlio di Bettino -. Ormai è una persona di 90 anni e tutta la sua vita è legata ai ricordi».

er questo motivo la famiglia si è già rivolta ad un legale. In quella casa, seppur vecchia, all’interno c’erano ancora custoditi mobili, fotografie, documenti sull’immobile e altri oggetti di valore affettivo che ormai non si sa che fine abbiano fatto. Tutto finito sotto le macerie quando le ruspe sono arrivate e hanno cancellato i sacrifici di chi quelle pietre le aveva lavorate a mano. Ma adesso Bettino e sua sorella Ida, tramite il legale, chiedono la restituzione di quelle pietre che i loro genitori hanno realizzato. Vogliono che la ditta le ritrovi e gliele restituisca, anche perché era loro diritto, se l’ordinanza gli fosse stata notificata, opporsi oppure evitarla in altro modo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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