"The last twenty" gli ultimi venti uniti per contrastare sfruttamenti e disumanità

The Last 20
di Sabrina Giangrande
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Domenica 26 Settembre 2021, 21:59

"The Last 20" è un comitato nato nel febbraio del 2021, cui fanno parte gli "L20", venti paesi tra i più impoveriti del nostro pianeta, come è  emerso dalle statistiche internazionali: Afghanistan, Burkina Faso, Burundi, Repubblica Centrafricana, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Etiopia, Gambia, Guinea Equatoriale, Guinea Bissau, Haiti, Libano, Liberia, Malawi, Mali, Mozambico, Niger, Sierra Leone, Somalia, Sud Sudan e Yemencome. 

La terza tappa di questo importante evento, si è svolta tra Abruzzo Molise, con appuntamento all’Aquila il 17 settembre scorso presso il Dipartimento di Scienze Umane dell'ateneo aquilano, poi SulmonaAgnoneCastel del GiudiceColle d’Anchise e Castelpetroso.

«The last twenty è un’interessante iniziativa che pone in evidenza la condizione di vulnerabilità in
cui vivono milioni di persone - a dirlo è Francesco Barone docente di pedagogia sociale e della cooperazione internazionale presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli studi dell’Aquila, originario di Bussi sul Tirino, portavoce del documento di denuncia e di pace di Denis Mukwege, premio Nobel per la Pace 2018».

«Ciò che è emerso dai numerosi dibattiti delle ultime settimane - spiega il docente missionario abruzzese con al suo attivo 54 missioni umanitarie- è l’evidente sproporzione tra la parte di vita umana, garantita e potenziata, ben al di la dei suoi bisogni, e l’altra parte di vita umana “condannata alla sofferenza” per fame, sete, violenze, malattie curabili e guerre. In molte zone del mondo il mancato soddisfacimento dei beni elementari spesso si accosta alla costrizione di rimanere in silenzio. The last twenty, attraverso profonde riflessioni è orientato a comprendere come combattere le diverse forme di sfruttamento e la disumanità. Con quali strumenti si possono respingere tali atteggiamenti? Quale bussola dobbiamo utilizzare nell’era del profitto, dell’indifferenza e dell’evanescenza? E’ bene ribadire che la schiavitù non è affatto una terribile parentesi della storia umana, la schiavitù esiste ancora. Sono sparite le catene nei polsi e nelle caviglie delle persone, ma esistono quelle invisibili, più subdole e pericolose, perché riducono numerose persone in uno stato di intollerabile subalternità. Il cosiddetto collettivismo moderno, si sta rilevando illusorio. Dove tutto è apparentemente e incessantemente connesso, noi siamo isole, segregate dietro muri di indifferenza, ciechi a ciò che è altro da noi, impegnati quotidianamente a cercare capri espiatori. In molti casi si tende a schivare e ad accusare la miseria, la sofferenza negli occhi altrui. Ma poi, ascoltando le parole e guardando i gesti di Godwin, Suor Elvira, Maria, Odette, Bertrand, Rossella, Dino, Beya, Clara, John, Antonella, Annamaria, Ira, Barbara, Michel, Nader, i giovani e molti altri, si ha la percezione che il cambiamento è già in atto. Un altro mondo è possibile. Questa scintilla- conclude Barone- sta dando origine a uno straordinario “abbraccio olistico”- conclude il docente - dove il tutto non è riducibile alla somma delle singole parti di cui è composto , perché "The last twenty" è qualcosa in più di una semplice somma».

Sabrina Giangrande

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